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Questa mattina, durante il programma Febbre da Roma, Danilo Conforti e Riccardo Filippo Mancini hanno intervistato il Direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni. Queste le sue parole:

La scorsa settimana, la nostra intervista esclusiva a Carlo Verdone ha avuto una grandissima eco, tanto che anche lei ne ha tratto spunto per il suo editoriale del giorno dopo, concentrandosi in particolare sulla mancanza di poesia nel calcio di oggi.

Io penso che la poesia ci sia eccome, altrimenti noi cosa staremmo a fare qui? Il calcio non ci apparterrebbe, se non ci fosse poesia. La poesia è tutto, è quella che ci spinge ad andare avanti. Il mio riferimento al gol di Dybala era proprio per questo: in quel gol capisci che c’è talento, e anche il talento è poesia. La poesia è il motivo per cui proviamo ancora a crederci. Certamente 30-40 anni fa c’era più poesia, oggi si parla di più di soldi, lo stiamo vedendo in questa situazione. Capisco il discorso di Carlo: da tifoso, in lui c’è anche tanta delusione, che ha legittimamente espresso nell’ intervista con voi.

Cosa ne pensa della proposta del Ministro Spadafora sulla trasmissione di diretta gol in chiaro?

Anche qui è un problema di informazione sbagliata. Non esiste un modello tedesco: sono state trasmesse in chiaro solo 4 partite delle ultime due giornate. Non so se Spadafora voglia chiedere a Sky di trasmettere tutte le partite in diretta. Mi è sembrata una proposta molto demagogica, e spero non crei problemi in vista della ripartenza. Il Ministro ha aperto un altro fronte proprio mentre sta rientrando l’emergenza e quindi si spera di tornare per metà giugno. In Germana sono ripartiti, nel resto d’Europa ci stanno provando, mentre sul blocco del campionato in Francia sono state raccontate delle sciocchezze: il governo francese ha fermato il calcio per fare un favore a Canal+, che è in difficoltà e non avrebbe potuto pagare i diritti televisivi. Però è anche vero che sono immediatamente partiti i ricorsi, quindi il blocco ha creato più problemi che altro. Se questi sono effetti del blocco, complimenti.

Oltre alla Serie A, però, c’è il problema dei campionati minori.

Ieri Malagò ha detto che i dilettanti si sono fermati. Non è vero: è stato il consiglio federale a fermare i dilettanti per motivi di sicurezza. La Serie C si è arresa troppo in anticipo, la Serie B vuole ripartire a fine giugno, ma è la Serie A che traina tutto il movimento. Nel fondo salva-sport vengono detratti molti milioni dalle scommesse, e le aziende che operano in questo campo sono parecchio arrabbiate. C’è molta confusione e manca l’informazione. Quello che io trovo allucinante è che, se un presidente federale dice che rischia di saltare tutto, perché non ci si deve fidare?Nessuno ha proposto date mentre moriva la gente, c’erano solo richieste di sostegno al governo. Io penso che un Ministro debba trovare delle soluzioni, invece di stare sempre sui social e in tv. Negli ultimi giorni è sembrato più bendisposto, vediamo come si evolve la situazione.

Recentemente si è parlato dell’addio tra Petrachi e la Roma dopo il calciomercato: cosa può dirci a proposito?

Personalmente non lo so. Se ne sono occupati i nostri giornalisti che seguono la Roma, e io mi fido di loro. Di sicuro la posizione di Petrachi non è delle più solide, c’è chi parla di un ritorno di Ricky Massara legato a quello di Franco Baldini, ma io in questi mesi mi sono occupato soprattutto della questione ripartenza, e sinceramente è stato molto stressante.

Una parte di tifosi romanisti è piuttosto contrariato con il suo giornale, per una informazione poco bilanciata. Cosa si sente di dire a riguardo?

Dico una cosa: qualche tempo fa erano i laziali ad essere avvelenati con noi. Io ero “Zazzaroma” e il Corriere dello Sport era “il Corriere di Trigoria”. Come sempre, il problema sono i risultati: se la Lazio va bene e vince, il Corriere dello Sport deve dare spazio alla Lazio. Ma questi discorsi si sono sempre fatti. Con due grandi società in una città come Roma non accontenti mai nessuno, scontenti tutti.

Quali sono i rapporti tra il Corriere dello Sport e la società Roma?

I rapporti con la Roma sono identici a quelli con la Lazio. Quando parliamo bene di una squadra siamo simpatici, quando ne parliamo male siamo cattivi. Io non parlo da tempo con Lotito, parlo con Tare e conosco Inzaghi. Con Petrachi non mi sono mai sentito, ma con Gianluca siamo amici, lo ha detto anche lui. Il punto è che, nel mondo del calcio, se fai il tuo mestiere, fai arrabbiare la gente. Mi sono fatto più nemici negli ultimi mesi che in quarant’anni, ma non mi interessa. Noi cerchiamo di fare il nostro mestiere al meglio, come le società di calcio: a volta ci riusciamo, altre volte no. I rapporti con la Roma sono inesistenti, e io non ce l’ho con nessuno. Ho scambiato qualche messaggio con Fienga, visto che anche la Roma si è schierata per la ripresa; Paulo Fonseca mi sta simpatico; il figlio della mia compagna è un grande romanista.

Ha definito Fonseca “simpatico”. Un pensiero sul Fonseca allenatore, invece?

Simpatico nel senso che è una persona che si pone bene. Per quanto riguarda il campo, quest’anno è passato per allenatore decisionista in piena emergenza infortuni, poi si è un po’ perso quando le cose sono migliorate. Comunque non bastano pochi mesi per giudicare un allenatore, quindi il giudizio è sospeso. Ma personalmente non pensavo che Inzaghi fosse così bravo, anche perché non è facile gestire Lotito. Io spero che Fonseca possa allenare 2-3 anni per dimostrare tutto il proprio valore. Alla Roma auguro che Pallotta se ne vada, perché è un presidente inesistente, distante, rancoroso, permaloso, e ho sempre pensato che non amasse nemmeno il calcio. Chi gestisce il calcio senza passione è destinato al fallimento sotto il profilo sportivo. Basta guardare il caso di Elliot, ma anche quello di Zhang, che almeno è presente a Milano. Ma la stessa cosa accade con le proprietà straniere in Francia: Bordeaux, Marsiglia e Lille. In Italia ci vuole presenza e passione.

Che ne pensa della questione stadio della Roma?

La città attende una risposta da molti anni. In questo momento Virginia Raggi è nel frullatore e difficilmente sarà lei a posare la prima pietra dello stadio. In Italia c’è un problema enorme, oltre alla burocrazia: ci si aspetta sempre che chi viene a investire non speculi. Non sarebbe meglio che comunque qualcuno investa dei soldi, a prescindere dal profitto? Io sono per il fare, ovviamente nel rispetto delle regole. Il problema dello stadio poi è anche politico: così non si andrà mai avanti. Ma il problema non è solo di Roma, anche a Udine e Torino hanno impiegato anni a costruire; a Firenze Commisso sta avendo molte difficoltà.

Da anni si assiste a una crisi diffusa dei quotidiani, con un progressivo calo delle vendite, che riguarda anche il Corriere. Che ne pensa? E perché i siti dei quotidiani sportivi puntano così tanto sul gossip, dando spazio a foto o video della soubrette di turno? Il giornalismo dovrebbe essere altro

Io non credo che il problema sia qualitativo, anche sui siti sportivi si leggono sciocchezze. Poi la categoria dei giornalisti è spesso molto odiata, ma sul web in generale non è che ci sia molta qualità. Sul gossip, con me sfondi una porta aperta. Quando non ci saranno più click su quei contenuti, verranno cancellati. Ma se metti una foto di Diletta Leotta, tanto per fare un nome, fai più click rispetto a una notizia seria. È anche una questione di pubblico. Noi non possiamo accrescere la cultura di un popolo che cresce abituandosi alle sciocchezze. Tanti siti sfruttano il gossip, se dipendesse da me non esisterebbe. Ma il sito deve fare traffico anche per generare introiti, se il gossip fa più click non è colpa nostra. È una scelta di mercato: basta guardarsi attorno, anche ai livelli più alti. Io penso di avere una visione a 360° gradi dell’informazione. Spesso c’è poca qualità nei giornalisti, ma anche nei lettori. Io provo a fare qualcosa di diverso con Il Guerin Sportivo e anche con il Corriere dello Sport; tanti altri siti ci provano ma alla fine si adeguano ai grandi network che li inglobano. Noi ci proviamo: il Corriere dello Sport ha alzato la qualità, e questo ci viene riconosciuto. Poi sulle vendite è un altro discorso: se chiudono le edicole, se gli altri siti ci rubano i contenuti…perché uno dovrebbe uscire a comprare il giornale se non ci sono edicole e alle 8 i nostri articoli sono su tutti i siti?

L’intervento del Direttore

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