Yale cancella rinascimento
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L’Università di Yale ha deciso di cancellare il corso di Storia dell’arte del Rinascimento per gli studenti della facoltà di Lettere perché l’excurus classico dal Rinascimento a oggi rappresenta una visione parziale, occidentale e maschile della cultura artistica mondiale. Dopo 50 anni i gli studenti di uno dei campus più blasonati e famosi degli Stati Uniti, non dovranno più seguire questo corso introduttivo e generale prima di addentrarsi nei corsi più specialistici: per ora non viene sostituito, in attesa di capire con che cosa lo si potrebbe integrare o cambiare.

Il colpo di spugna

Che cosa ha spinto l’Ateneo a cancellare il corso «Introduction to Art History: Renaissance to the Present» fino a poco tempo fa considerato imperdibile? A sentire i vertici della facoltà gli studenti da tempo sono in imbarazzo nel considerare il «canone» artistico occidentale come il migliore o più importante della storia dell’arte mondiale. Ma è vero che da quando è stata diffusa la notizia che dall’anno prossimo a Yale si farà a meno di Raffaello, Leonardo, del Barocco e di Picasso, gli studenti hanno preso d’assalto l’ultimo corso, che sarà comunque già diverso nell’impostazione rispetto a quelli degli anni precedenti: si discuterà della relazione tra arte europea e altre tradizioni mondiali, di genere, classe e razza, del capitalismo occidentale e il suo rapporto con l’espressione artistica e gli studenti potranno proporre (per iscritto e motivandolo) capolavori del resto del mondo che sono rimasti fuori dal libro di testo del corso. Sta di fatto che ci sono 400 iscritti per 300 posti. Il professor Tim Barringer che è il responsabile ha detto che vuole provare a dimostrare che un corso sulla storia dell’arte non significa soltanto arte dell’Occidente.

«Arte e politica»

Se il Rinascimento scende dal piedestallo a Yale i corsi che lo sostituiranno avranno completamente un altro approccio all’arte. Sono previsti il prossimo anno corsi di «Arte e politica», «Global Craft», «La via della Seta» e «Luoghi sacri». Secondo la previsione di Barringer entro due o tre anni ci sarà di nuovo un corso di Arte «occidentale», cioè di nuovo il Rinascimento e quel che ne segue ma non avrà più il posto d’onore che ha oggi all’inizio del curriculum degli studenti. «Sarà uno dei corsi specializzanti».

Il caso della letteratura inglese

Non è la prima volta che a Yale si decide di sbarazzarsi di corsi che non appaiono più adatti ai canoni contemporanei. Nel 2017 l’Università provò a «decolonizzare» i suoi corsi di Letteratura inglese. Decisioni entrambe che non sono piaciute alla destra americana che non solo ha protestato per il disservizio agli studenti, ai quali viene a mancare un corso introduttivo all’argomento che studiano, ma anche perché l’allargamento delle discipline e l’ampliamento dello sguardo oltre i confini americani o dell’Occidente viene considerato come un segno della vittoria culturale e politica dei «globalisti» contro i «sovranisti»

Gianna Fregonara per ilmessaggero.it

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