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Dopo aver ucciso il piccolo Gioele, quattro anni (forse per strangolamento secondo fonti del Corriere), Viviana Parisi si è arrampicata sul traliccio dell’Enel e si è lanciata nel vuoto.

Un volo di almeno 15 metri. Il corpo della donna è stato trovato a circa tre metri dal pilone. Non è quindi più una semplice ipotesi l’omicidio-suicidio.

La conferma arriva dai risultati della polizia scientifica e dall’esame istologico che ha accertato la «consistenza dei tessuti, che varia con l’impatto». In un primo momento si era anche pensato che la donna fosse scivolata nel tentativo di raggiungere la vetta del pilone.

Questa ipotesi è stata scartata, appunto perché il corpo della donna è stato ritrovato a diversi metri di distanza. Se fosse scivolata – hanno accertato gli esami tecnici – Viviana sarebbe caduta quasi in verticale al traliccio. Anche il particolare della scarpa, trovata a poca distanza dal corpo, è spiegato dal fatto che fosse slacciata e quindi, nell’impatto violento con il terreno, Viviana l’abbia persa.

La Polizia scientifica dopo aver tentato, inutilmente, di accertare la presenza di impronte digitali sul traliccio, ha effettuato una serie di analisi con il Luminol. Neanche i satelliti, che la procura della Repubblica di Patti, ha «interrogato», hanno offerto spunti per le indagini.

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