simone rapisarda

“Brutto paraplegico del cazzo, guarda che estate di merda ci stai facendo passare”.

Con queste parole inizia la lettera che Simone Rapisarda, 36 anni, che vive nel quartiere Centocelle a Roma.

Il biglietto era attaccato alla porta di casa sua. Un messaggio violento e malvagio che un vicino di casa ha pensato di fargli avere così, in anonimato ovviamente.

“Se quando è finito l’ascensore non lo usi tutti i giorni ti auguro che oltre al pisello ti si blocchi anche il cervello”.Le parole che concludono il vile messaggio.

lettera di insulti al disabileIl motivo di tanta stupida crudeltà? I lavori di adeguamento all’ascensore iniziati nel mese di Luglio che permetteranno a Simone di poterci entrare con la sua carrozzella, quindi muoversi senza il bisogno dell’aiuto di nessuno ed in piena autonomia.

La famiglia vive in questo appartamento, zona Villa Gordiani, da oltre dieci anni. Parole terribili, disgustose. Scritte con una cattiveria disarmante che, purtroppo, ha dovuto leggere per prima la figlia Elena, è stata lei infatti ha trovato il biglietto:

“Questa forse è la cosa che mi fa arrabbiare di più – dice Simone -, non potevo immaginare che qualcuno poteva essere tanto cattivo, lo scopo era quello di umiliarmi, farmi del male. Andando a toccare i punti più deboli“.

Simone che è costretto sulla carrozzina per un incidente sul lavoro: “Lo scorso ottobre l’ernia mi è uscita dall’interno ed ha danneggiato il midollo, da allora no ho più l’uso delle gambe – spiega Simone -, l’ascensore non era a norma, non lo potevo usare, ed abbiamo avviato i lavori con il pieno accordo di tutti i condomini. Ma evidentemente a qualcuno non sono stati bene, ed ecco il risultato. Lavori che sono durati non più di 20 giorni”.

“Vivo qui da quando sono bambina, i miei abitavano questa casa prima di noi e ci conoscono tutti – racconta Karolina , la moglie di Simone -, mai mi sarei immaginata una crudeltà tale. Simone ha il diritto di potersi muovere autonomamente. Prima eravamo costretti ad usare un montascale, condotto da me, e oltre ad essere faticoso ci voleva un’ora solo per scendere e salire dalle quattro rampe di scale”.

Ovviamente il fatto è stato denunciato alle forze dell’ordine. La condivisione del biglietto sui social ha fatto il giro del web, raccogliendo la solidarietà di tantissime persone: “Questo mi ha fatto molto piacere, mi ha fato capire che la maggior parte della gente è diversa da chi ha pensato invece di umiliarmi in questo modo – conclude Simone -. Ci vuole maggiore sensibilità, non solo verso i disabili, e cose come queste vanno denunciate. Sempre”.

 

 

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