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Membri della Polizia Nazionale cilena, i Carabineros de Chile, hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, inclusi l’uso eccessivo della forza nelle strade e abusi.
A segnalarlo è Human Rights Watch, una associazione non governativa che si occupa della difesa dei diritti umani.
Dopo giorni di investigazioni, la HRW ha redatto un rapporto sulla situazione ormai fuori controllo della polizia cilena.

La Human Rights ha incontrato il Presidente Sebastian Piñera per informarlo delle evidenze che legano la forza armata cilena agli abusi e alle violenze contro i manifestanti. L’Istituto Nazionale dei Diritti Umani ha presentato al Ministerio Publico – una sorta di ente statale dedicato ai rapporti con la cittadinanza – 442 denunce per conto di presunte vittime di lesioni, trattamenti crudeli, torture, abusi sessuali, omicidi e tentati omicidi per mano delle Forze Armate.

“Ci sono centinaia di denunce preoccupanti a proposito dell’uso eccessivo della forza nelle strade, degli abusi sugli arrestati e di abusi sessuali che non possono restare impuniti – ha dichiarato Jose Miguel Vivanco, direttore di Human Rights Watch per le Americhe.

“L’intenzione delle Forze Armate cilene è chiara: ferire i manifestanti per disincentivare la protesta, fino ad arrivare all’estremo con l’uso della tortura e della violenza sessuale contro i manifestanti” – ha aggiunto Erika Guevara Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International.

Al momento, fonti non ufficiali parlano di almeno 30 morti durante questo lungo mese di proteste e l’atteggiamento del governo non sembra voler cambiare. Mentre il popolo cileno continua a chiedere una nuova Costituzione, Amnesty International ha lanciato una petizione da inviare a Piñera (che potete trovare e sottoscrivere a questo link).
Questo il testo dell’appello:

Egregio Presidente,

Siamo sconvolti dalle notizie della presenza militare nelle strade per sorvegliare le manifestazioni in Cile, che sono iniziate dopo un aumento delle tasse sui trasporti pubblici, ma che sottolineano altri fattori strutturali di disuguaglianza che stanno causando un forte malcontento e disordini sociali.

Dall’istituzione dello stato di emergenza il 18 ottobre, sono stati segnalati almeno 18 decessi, oltre 2.600 persone arrestate, tra cui minori, maltrattamenti e altre azioni che potrebbero costituire tortura contro i detenuti e repressione violenta contro coloro dimostrano pacificamente.

Signor Presidente, la esortiamo vivamente ad attuare misure per rispondere alle legittime richieste di coloro che attualmente esercitano i loro diritti di riunione pacifica e libertà di espressione. La invitiamo anche a porre fine al dispiegamento dell’esercito per sorvegliare le manifestazioni e garantire che la polizia rispetti rigorosamente le norme internazionali sull’uso della forza.

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