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Le vendite dei Vinili, superano quelle dei CD, non succedeva dagli anni ’80. I dischi di questo formato sono tornati estremamente di moda anche tra i più giovani, curiosi non solo di apprezzare la musica come facevano i loro genitori e nonni, ma anche di ascoltarla in alta qualità in analogico.

Il disco in vinile, più comunemente chiamato 33 giri (nel formato “album”), è stato diffusissimo in tutto il mondo dalla fine degli anni ’40 fino agli anni ’80. Allorquando le nuove tecnologie, come musicassette ma soprattutto i cd-rom a lettura ottica, hanno iniziato a soppiantare quella del “disco nero”.

Già qualche tempo fa un sorprendente risultato nella vendita di musicassette aveva lasciato tutti quanti sorpresi, e segnalato la crescita continua di questa tendenza nostalgica. Ora, sembra che siano tutti pronti a un definitivo tuffo nel passato, accompagnati appunto dai vinili.

Negli Stati Uniti infatti la Recording Industry Association of America riporta che nei primi sei mesi del 2020 i dischi in vinile hanno venduto per 232.1 milioni di dollari, mentre i cd hanno incassato “solo” 129.9 milioni. Questa è la prima volta dal 1986 che i vinili vendono più dei cd.

Certo, c’è anche da contare che a causa della pandemia molta meno gente si reca ai negozi di dischi e ciò ha comportato un decremento del 23% nelle vendite totali di ogni supporto musicale “fisico”. Ciò non di meno l’industria discografica ha retto l’impatto con il virus meglio delle previsioni e il ritorno del vinile ne è una felice conseguenza.

Fonte: Consequence of Sound

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