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”La Valle d’Aosta da oltre 14 giorni è in zona gialla e i dati lo dimostrano”. A sottolinearlo il presidente della Regione, Erik Lavevaz, che ha scritto al ministro della Salute, Roberto Speranza, per rivendicare l’ingresso della regione in zona gialla. In giornata dovrebbero arrivare le nuove ordinanze del ministro per formalizzare eventuali cambi di colore delle regioni. E’ atteso, in particolare, il passaggio della Lombardia dalla zona arancione alla zona gialla.

”Abbiamo dati epidemiologici da classificazione da scenario di rischio 2, quindi zona gialla, dalla settimana del 16 novembre – spiega il presidente Erik Lavevaz – e dati generali ampiamente migliori della Lombardia, ad esempio, dalla settimana ancora precedente”

”Da domenica Lombardia e Piemonte saranno presumibilmente riclassificati in zona gialla, solo perché nella settimana del 2 novembre, quindi un mese e mezzo fa, avevano un Rt leggermente migliore del nostro – prosegue il presidente – da allora i nostri dati confermano una tendenza consolidata di miglioramento, abbiamo quindi scritto al ministro Speranza affinché, sentita la Cabina di regia, disponga anche per la Valle d’Aosta a partire da domenica la cessazione della zona arancione”.

”Nell’ordinanza con cui il Ministro Speranza ha determinato la ‘zona arancione’ per la Valle d’Aosta – rileva Lavevaz – si specifica peraltro che ‘l’accertamento della permanenza per 14 giorni in livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato misure restrittive comporta l’applicazione, per un ulteriore periodo di quattordici giorni, delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore, salvo che la Cabina di regia ritenga congruo un periodo inferiore e come previsto dal decreto-legge 30 novembre 2020”

”Riteniamo corretto che il Governo prenda atto al più presto della nostro situazione e ci dia supporto – conclude il presidente della Valle d’Aosta – alla luce del continuo e significativo miglioramento dei dati epidemiologici sul nostro territorio, per un ritorno ad un contesto di maggiore normalità, significativo per tutto il sistema economico e sociale della Valle d’Aosta e per tutti i valdostani, che hanno dimostrato senso di responsabilità nel contenimento della diffusione del virus”

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