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AOSTA. «Vado a trovare mia moglie al cimitero. Prego sulla sua tomba tutte le settimane». Peccato che la moglie in questione, viva e vegeta, abbia risposto al telefono da casa dove aspettava il marito uscito per un giretto, violando le direttive emergenza coronavirus.

La fantasiosa quanto macabra scusa è stata fornita da un valdostano fermato dalle forze dell’ordine durante uno dei controlli attivati dopo il 9 marzo, data del decreto nazionale che impone a tutta la popolazione di muoversi il meno possibile e di uscire di casa.

La finta morte del coniuge è stata subito smascherata e l’uomo ha ammesso «Non mi è venuta in mente una motivazione migliore, subito così su due piedi».

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