A health worker displays a dose of a COVID-19 vaccine currently on phase III clinical trials to be administered to Cem Gun, an Emergency Medicine Physician at the Acibadem Hospital in Istanbul, Friday, Oct. 9, 2020. The vaccine developed in China by Sinovac Biotech, was approved for trials by Health Institutes of Turkey (TUSEB) in 26 private hospitals in the country. (AP Photo/Emrah Gurel)
MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab

Con il via libera dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) al vaccino Pfizer-BioNTech, inizia il conto alla rovescia per la partenza della campagna vaccinale anche in Italia. Nei prossimi giorni, le prime dosi del siero saranno consegnate ai Paesi del Vecchio Continente, che metteranno in moto la complessa macchina che porterà alla vaccinazione di milioni di cittadini.

La prima persona a ricevere il farmaco in Italia sarà una donna, un’infermiera dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, tra le realtà nostrane in prima linea nel contrasto al Covid-19. Di seguito, alcune Faq per fare chiarezza su come sarà organizzata la distribuzione del vaccino nel nostro Paese.

Quando inizierà e come si svolgerà la campagna di vaccinazione anti-Covid?

Il 27 dicembre sarà il cosiddetto V-Day, ossia il giorno dell’avvio simbolico della campagna vaccinale in tutta Europa. All’Italia, saranno consegnate dalla Pfizer le prime 9.750 dosi. Secondo quanto previsto, i furgoni lasceranno il Belgio il 24 dicembre per arrivare all’Istituto Spallanzani dove, il 27 mattina, verranno somministrate le prime dosi a membri del personale medico e infermieristico. “Su richiesta del commissario Domenico Arcuri abbiamo dovuto pianificare con urgenza la distribuzione del vaccino Pfizer che giungerà in Italia il 24, sarà custodito in una prima fase nell’hub centrale dello Spallanzani e, a cura della Difesa, sarà distribuito e somministrato su 21 siti nazionali”, ha detto il generale Luciano Portolano, rivolgendosi al Presidente della Repubblica durante l’incontro al Coi.

“La Direzione dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani comunica che nella giornata di domenica 27 dicembre, giornata del V-Day, saranno somministrati i primi cinque vaccini anti-COVID a altrettanti dipendenti dell’Istituto e precisamente: una infermiera, un operatore socio sanitario (OSS), una ricercatrice e due medici”, è l’annuncio della direzione della struttura.

“Da Pfizer arriveranno 10 mila dosi il 26 dicembre allo Spallanzani che poi saranno trasferite ai vari centri regionali per il Vaccination day del 27 dicembre” ha spiegato Franco Locatelli (Css) al Fatto Quotidiano, precisando che “tra il 30 dicembre e il 4 gennaio dovremmo avere in arrivo nei circa 300 siti regionali altre 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni di persone tra operatori sanitari e ospiti di Rsa”. L’obiettivo è “avere a fine estate, inizio autunno 2021, almeno 42 milioni di vaccinati in Italia, il 70% della popolazione”.

Chi saranno i primi vaccinati?

I primi soggetti a ricevere il siero saranno gli operatori sanitari, gli ospiti e il personale delle residenze per anziani (Rsa), ovvero circa 1,9 milioni di persone. Seguiranno gli ultra ottantenni (4,4 milioni), chi ha tra i 60 e i 79 anni (13,4 milioni) e chi ha almeno una patologia cronica (7,4 milioni). Nei prossimi mesi, verranno vaccinate anche le altre fasce della popolazione in base al grado di priorità.

Dove saranno somministrati i vaccini?

I vaccini saranno somministrati in 287 centri sanitari italiani da Nord a Sud, localizzati soprattutto all’interno degli ospedali e nelle Asl, dove il vaccino di Pfizer verrà conservato a una temperatura di -70 gradi. Nei suddetti centri verrà sottoposto a vaccinazione il personale sanitario e da qui partiranno i mezzi di trasporto che consegneranno le dosi alle Rsa.  All’inizio, le vaccinazioni verranno effettuate dal personale delle aziende sanitarie e ospedaliere. In un secondo momento, quando si dovrà vaccinare la maggior parte della popolazione, entreranno in gioco medici, infermieri e amministrativi assunti a termine dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.

Come funziona il vaccino Pfizer-BioNTech?

Il vaccino anti-Covid sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca BioNTech fornisce all’organismo umano ‘istruzioni genetiche’ che gli permettono di riconoscere e combattere il coronavirus Sars-CoV-2: a ricordare il meccanismo d’azione del prodotto scudo è l’Agenzia europea del farmaco (Ema). Comirnaty, questo il nome del prodotto, lavora preparando il corpo a difendersi da Covid-19. Contiene una molecola chiamata Rna messaggero (mRna) che racchiude le istruzioni per produrre la proteina Spike (S), quella presente sulla superficie del virus e della quale il virus ha bisogno per entrare nelle cellule bersaglio. Quando una persona riceve il vaccino, alcune delle sue cellule leggeranno le istruzioni dell’mRna e produrranno temporaneamente la proteina S. In questo modo il suo sistema immunitario la riconoscerà come estranea, produrrà anticorpi mirati e attiverà linfociti T per attaccarla. E se la persona vaccinata entrerà in contatto con Sars-CoV-2, le sue difese immunitarie lo riconosceranno e saranno pronte a proteggere l’organismo. L’mRna del vaccino non rimane nel corpo, precisa l’Ema, ma viene degradato subito dopo la vaccinazione.

Quali sono i prossimi vaccini attesi?

L’Agenzia europea per i medicinali dovrebbe esaminare il 6 gennaio la richiesta dell’azienda Moderna e, all’indomani del via libera, dovrebbe iniziare la distribuzione delle dosi anche di questo siero. Programmato per il 12 dello stesso mese l’esame dei vaccini di AstraZeneca, che seguirà lo stesso iter degli altri sieri.

Chi è la prima italiana vaccinata? Non ha esitato a porgere il braccio alla sua collega, consapevole di avere “una grande opportunità”. Elena Baraldi, modenese di 30 anni, è la prima italiana ad avere ricevuto il vaccino anti Covid “Pfizer Biontech”. Dato il suo ruolo di prima linea nel pronto soccorso del Croydon University Hospital di Londra, ha avuto diritto al siero. “Mi fido di questo vaccino, approvato dall’associazione inglese, che è l’equivalente di Aifa in Italia. L’ho fatto per me stessa e per chi mi sta vicino, per tutelare i miei pazienti, i miei amici e la mia famiglia che non so quando potrò riabbracciare. Contro questo virus il vaccino è l’unica soluzione”, Dice Elena intervistata da La Nazione. “Sono andata via dall’Italia nel 2014 proprio perché non trovavo un lavoro a tempo indeterminato. Conoscendo bene l’inglese, ho cercato impiego all’estero e sono stata subito assunta al St. George’ s Hospital. Pensavo di rimanere a Londra 6 mesi, ma sono diventati 6 anni”.

NON È LA RADIO SCENDE IN CAMPO CON LA CITTÀ DI FIUGGI PER SERENA E IL SUO URGENTE INTERVENTO. AIUTACI A DONARE!

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

SEGUICI SU FACEBOOK  INSTAGRAM TWITTER

MAmanero

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here