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Tre uomini arrestati nel 1983 e giudicati colpevoli dell’assassinio di un teenager a Baltimora sono stati scarcerati dopo 36 anni di carcere.

Il  vero killer era un altro teenager. Alfred Chestnut, Andrew Stewart e Ransom Watkins, ora ultracinquantenni, avevano 16 anni ed erano studenti di liceo quando finirono dietro le sbarre.  I tre avevano fin dall’inizio protestato la loro innocenza.

Il clamoroso caso di errore giudiziario, non infrequente negli Stati Uniti d’America, si è consumato a Baltimora.

Nel 1983  DeWitt Duckett venne assassinato nell’atrio della scuola.  I tre sospettati furono arrestati poche settimane dopo, nel giorno del Ringraziamento. La polizia ritenne che i tre avessero ucciso Duckett per la sua giacca da basket della Georgetown University.  Una giacca simile fu trovata nella camera da letto di Chestnut. E a nulla valsero le spiegazioni da Chestnut su quella giacca.

Sua madre produsse la ricevuta dell’acquisto dell’indumento e un commento testimoniò il recente acquisto. Per loro arrivò la condanna all’ergastolo.

La svolta è arrivata a maggio quando Chestnut vide in televisione la procuratrice Marilyn Mosby che parlava della nuova unità del suo ufficio per rovesciare la condanna ingiuste. Le inviò una lettera e fu l’inizio di nuove indagini.  Indagini che hanno evidenziato come i procuratori del primo processo avevano incoraggiato alcune false testimonianze ed ignorato altre che indicavano come assalitore un altro ragazzo di 18 anni, morto nel 2002.

“Oggi non è una vittoria ma una tragedia perché questi uomini si sono visti rubare 36 anni della loro vita”. – ha detto Marilyn Mosby, la procuratrice statale

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