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L’esecuzione federale di Lisa Montgomery, la prima donna degli Stati Uniti a passare per le mani del boia da oltre 60 anni, è stata è stata rinviata al 12 gennaio a causa del Covid. I due difensori d’ufficio della donna hanno infatti contratto il virus. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il giudice federale ha concesso un rinvio per permettere ai legali di riprendersi e presentare una richiesta di clemenza in favore della donna.

Dopo aver contratto il Covid, i difensori d’ufficio Kelley Henry e Amy Harwell avevano chiesto alla corte di rimandare l’esecuzione, inizialmente prevista per l’8 dicembre. Ora, la sentenza – spiega a Usa Today Sandra Babcock, professoressa di diritto alla Cornell Law School – “dà a Montgomery il tempo di preparare e presentare una domanda di clemenza”.

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La storia di Lisa – Lisa, 52 anni, si è macchiata di omicidio: nel 2004 ha strangolato una donna di 29 anni incinta e, dopo averle tagliato il ventre, ha rapito la bambina di otto mesi non ancora nata e che oggi ha 16 anni.

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A nulla sono valsi gli appelli e le richieste dei legali di Lisa. La donna, infatti, ha sempre sofferto di gravi disturbi mentali, avendo vissuto un’infanzia e un’adolescenza piena di violenze e di abusi, più volte stuprata dal compagno della madre e poi abusata anche dai due mariti. Una condizione di disagio psichico aggravata inoltre dalla dipendenza dall’alcol.

“Il caso della signora Montgomery presenta motivi convincenti per la clemenza, inclusa la sua storia di vittima di stupro di gruppo, incesto e traffico sessuale minorile, così come la sua grave malattia mentale. Ora avrà l’opportunità di presentare queste prove al presidente chiedendogli di commutare la sua condanna in ergastolo”, conclude Babcock.

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