Lisa Montgomery.
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E’ stata uccisa, nell’Indiana, con iniezione letale in un’esecuzione federale Lisa Montgomery, la prima donna a essere messa a morte in 70 anni. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia Usa. La sua esecuzione era stata sospesa martedì per consentire una perizia psichiatrica sulla donna: una sospensione che aveva suscitato speranze in quanti nel mondo si oppongono alla pena di morte.

Nel dicembre 2004 Montgomery uccise la 23enne Bobbie Jo Stinnett, rimuovendo il bambino dal grembo della donna e poi tentando di far passare per suo il neonato.

Per i legali di Montgomery i diversi abusi sessuali subiti durante l’infanzia di Montgomery avrebbero causato “danni cerebrali e gravi malattie mentali”.

“La bieca sete di sangue di un’amministrazione fallita era più che visibile”, ha detto in una dichiarazione l’avvocato di Montgomery, Kelley Henry. “Tutti quelli che hanno partecipato all’esecuzione di Lisa Montgomery dovrebbero provare vergogna. Il governo non si è fermato davanti a nulla, zelante nel voler uccidere questa donna con problemi e delirante”, ha detto Henry. “L’esecuzione di Lisa Montgomery è stata tutt’altro che giustizia”.

Lisa Montgomery è l’undicesima tra i detenuti che hanno ricevuto una iniezione letale nel carcere dell’Indiana dal mese di luglio, da quando il presidente Trump, fervente sostenitore della pena capitale, ha ripreso le esecuzioni federali dopo 17 anni di sospensione de facto.

Una vita tra abusi e alcol Il suo caso scosse l’America. Montgomery aveva alle spalle una vita tormentata: abusata dal patrigno e minacciata dalla madre con una pistola dopo la scoperta degli abusi, alcolizzata, due matrimoni in giovane età finiti male, l’ultimo sotto i colpi di altri abusi. E quattro figli prima di una sterilizzazione mai del tutto accettata.

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