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In Europa, puoi essere ambasciatore e pedofilo, anche se poi vieni scoperto nel Paese dove prestavi servizio grazie a indagini made in Usa (fortemente volute da Trump).

Tornato a casa te la cavi con una condanna ad appena un anno con la sospensione condizionale della pena.

Questa è la storia di Gabor Kaleta, diplomatico magiaro scoperto in Perú come dedito ad atti pedofili e traffico di materiale pedopornografico.

Non è tutto, sempre secondo il dispaccio di stamane dell’Ansa che cita i media indipendenti magiari:all’inizio si sarebbe preferito tenere segreta la notizia, che invece è divenuta pubblica solo grazie al coraggio di qualche investigative reporter. E la notizia ha causato inevitabile, diffusa indignazione nell’opinione pubblica ungherese e su molti media mondiali.

Gabor Kaleta oltretutto non era un diplomatico qualsiasi. Ricopriva l´incarico di ambasciatore d’Ungheria nel Paese sudamericano. Finché una severa e precisa indagine internazionale condotta da istituzioni degli Usaa contro le reti mondiali di pedofili e commercianti di pedopornografia ha scoperto che sul suo computer c’erano ben 19mila filmati e foto di violenti atti sessuali su minori. Kaleta è tornato in patria grazie a un’operazione dei servizi segreti magiari. E la sentenza a suo carico è stata, appunto, di una clemenza terrificante.

 

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