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“Papà non litigare”: così uno dei figli di Giuseppe Forciniti, l’infermiere di 33 anni che nella notte tra mercoledì e giovedì, a Roveredo in Piano (Pordenone) ha ucciso la compagna, Aurelia Laurenti, avrebbe scritto in una lettera al padre. “Tieni duro, pensa a lavorare”, sono altri passaggi del biglietto trovato sul comodino in camera dell’uomo.

Il bambino è stato sentito in forma protetta in Questura, con la presenza di una psicologa: quanto raccontato dal piccolo potrebbe essere importante per ricostruire l’atmosfera che si respirava in casa.

L’omicidio e l’arresto

Nella notte tra mercoledì e giovedì l’uomo ha ucciso a coltellate la compagna, mentre i due figli della coppia (di 8 e 3 anni) dormivano nella camera accanto. Poi ha svegliato i bambini e li ha portati a casa del cognato, lasciandoglieli senza dare spiegazioni. Infine si è diretto in Questura dove ha raccontato di essere stato aggredito nel corso di una rapina avvenuta in casa.

A breve giro, il 33enne ha iniziato ad ammettere le proprie responsabilità e si trova ora in stato di arresto con l’accusa di omicidio pluriaggravato.

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