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Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) per chi, una volta scoperto di essere positivo al Covid-19, non adotta quelle soluzioni basilari per preservare la collettività in cui vive, a cominciare dalla quarantena e dall’autoisolamento.

È questa l’ipotesi su cui sta ragionando il ministro della Salute Roberto Speranza, dopo il caso dell’imprenditore vicentino che ha continuato a fare la vita di tutti i giorni nonostante avesse contratto la malattia all’estero.

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L’uomo, ricoverato in condizioni gravi ma stabili dopo aver in un primo tempo rifiutato le cure nonostante evidenti sintomi, si è così lasciato alle spalle una scia di 5 contagiati e 89 persone in isolamento, ora in rianimazione.

L’ipotesi di ricorrere al Tso, soluzione che impone il ricovero ai malati più gravi, è stata avanzata dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Il governatore leghista ha annunciato un’ordinanza che obbligherà chi è positivo a restare in isolamento, non escludendo appunto questa soluzione limite. Ancora una volta di fronte al pressing delle Regioni il governo si è mosso.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, hanno fatto sapere fonti del ministero, ha dato mandato all’ufficio legislativo del suo dicastero per verificare il quadro normativo sui trattamenti sanitari obbligatori (Tso). L’obiettivo è quello di studiare una eventuale norma più stringente che riguarda la tutela contro il Covid dopo il caso del focolaio veneto. La verifica tecnica servirà anche di supporto alle eventuali scelte in questo senso delle autorità locali.

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