5 sapori
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
olsa
True Beauty lab

I candidati si sono attaccati per novanta caotici minuti: «Tutti sanno che sei un bugiardo e un clown». «Marionetta in mano alla sinistra radicale»

Midwest uno degli stati in bilico. I due candidati si sono attaccati per novanta caotici minuti, anche con epiteti poco onorevoli: «Tutti sanno che sei un bugiardo e un clown. Sei stato il peggiore presidente della storia», ha detto Biden. «Sei una marionetta in mano alla sinistra radicale. Non c’è niente di intelligente in te, Joe» ha ribattuto Trump.

 

Il moderatore Chris Wallace della rete vicina al presidente Fox News, ma non particolarmente gradito al tycoon per le sue domande precise e dirette, non è riuscito a condurre il dibattito, interrotto continuamente, anche lui come Biden, da uno strabordante Trump. Tanto che all’ennesima entrata a gamba tesa Biden ha alzato le mani: «Perché non stai zitto un momento?».

Trump si è vantato, come sempre, dei primati della sua presidenza, dell’economia e della gestione del Covid 19, che senza di lui, ha detto, avrebbe fatto ancora più morti. «Se non avessi chiuso i confini alla peste cinese adesso avremmo due milioni di morti». Biden la pensa diversamente: «Sei il presidente che ha lavorato di meno. La gente moriva e tu andavi a giocare a golf. Non sei riuscito a fare un piano contro il coronavirus».

 

Il risultato per il rivale democratico sono i sette milioni di malati, gli oltre duecentomila morti e i milioni di persone che hanno perso il lavoro: «Una volta a proposito della pandemia Trump ha detto “it is what it is”», è quello che è. E poi l’affondo: «Il coronavirus è quello che è perché tu sei quello che sei».

Trump è sembrato più a suo agio davanti alle telecamere. Biden, quando è riuscito ad argomentare, è stato convincente. Come quando ha parlato del suo piano economico sul clima o degli afroamericani. Anche se è apparso decisamente più debole nei toni e nella comunicazione. Alla fine però il candidato democratico, che è avanti nei sondaggi nazionali su Trump, con un distacco più contenuto negli stati in bilico, ha colpito nel segno quando ha lanciato il suo appello al voto agli americani: «Se non volete ascoltare bugie per altri quattro anni. Andate a votare».

I novanta minuti, nelle intenzioni del conduttore, sono stati suddivisi in sei segmenti di 15 minuti con altrettanti argomenti: la nomina alla Corte Suprema, l’emergenza sanitaria del Coronavirus, la crisi economica generata dalla pandemia, le proteste razziali e le violenze nelle città, le tasse e le carriere politiche dei candidati, la regolarità delle elezioni del 3 novembre. In teoria, secondo le regole, ai due candidati erano concessi due minuti di tempo a testa per rispondere alla domanda del moderatore con i successivi dieci per il dibattito.

 

Ma è stato un caos, con poche argomentazioni e litigi, come il cane e il gatto, attorno ai sei temi scelti. Tanto che i primi commentatori parlano di uno spettacolo poco degno per le presidenziali. E di una prima volta in assoluto in termini storici di un dibattito tra i candidati che, al di là della verve polemica tra i due, dei continui batti e ribatti, non è mai decollato veramente.

 

La prima domanda è dedicata alla Corte Suprema e alla nomina lampo della giudice Amy Coney Barrett, cattolica integralista conservatrice. Scelta da Trump per sostituire l’icona liberal Ruth Bader Ginsburg prima ancora della sua sepoltura.

 

«Non governo tre anni ma quattro. Ed è mio diritto scegliere», ha detto il presidente. Biden ha precisato che non si oppone alla scelta della persona ma alla tempistica: «Spetta al popolo americano e dunque a chi vince le elezioni nominarla». Una nomina importante per le scelte che potrà fare la Corte con la maggioranza conservatrice di 6 a 3, a partire da una sentenza attesa sull’Affordable Care Act, più noto come Obamacare, riforma sanitaria che se dichiarata anticostituzionale «farà perdere l’assistenza sanitaria 20 milioni di persone», ha spiegato Biden.

 

Ma Trump non lo lascia parlare: «Tu vuoi una sanità socialista». Biden si sforza di non ribattere. «Fammi finire»… Trump è un fiume in piena: «Eliminare l’Obamacare? Io ho ridotto i prezzi dei farmaci, io ho migliorato la sanità americana» e interrompe anche il giornalista. Biden ci riprova: «Con la crisi economica 10 milioni di persone hanno perso anche l’assistenza sanitaria».

Il candidato democratico è un uomo moderato nei toni, non alza mai la voce, educato, si è preparato a lungo prima del dibattito e snocciola cifre a ripetizione, quando riesce a prendere la parola e non viene interrotto. Ma Trump lo sovrasta, come un elefante che corre in un negozio di cristalli. Alla fine del primo round non si è capito molto: Trump vince in aggressività, ci perde l’America.

 

Il giornalista chiede dell’emergenza sanitaria. Trump: «Abbiamo fatto un lavoro fenomenale. Abbiamo fatto un grande lavoro. Le fake news dei giornali della sinistra danno una immagine diversa. Ma noi abbiamo fatto un grande lavoro», ripete Trump. Biden gli ride in faccia: «Hai detto tante bugie sul Covid-19. Non ascolti gli scienziati. Dici che le mascherine non servono a niente. La Cdc dice che se tutti usassero le mascherine in questo paese si salverebbero 200mila vite sino a dicembre. Il modo con cui si comporta con il coronavirus è totalmente irresponsabile».

 

Domanda sulla crisi economica e sulla disoccupazione salita sopra l’8%. Trump: «Nei primi tre anni della mia presidenza abbiamo costruito la più grande crescita economica nella storia di questo paese. Poi è arrivata la peste cinese. Ma siamo ripartiti e abbiamo riportato tanta gente al lavoro. I democratici vogliono chiudere tutto, vogliono distruggere questo paese».

 

Biden ribatte: «I miliardari come lui vanno molto bene durante il Covid, sempre attenti a cosa succede nei mercati. Ma se guardi ai lavoratori, se guardi all’America non puoi dire che va tutto bene. Per far ripartire l’economia devi prima battere la pandemia. Trump è il primo presidente della storia a concludere il mandato con meno occupazione di quando ha cominciato».

 

Ed è vero: nel gennaio 2017 all’inizio della presidenza Trump l’America aveva 146 milioni di posti di lavoro; secondo i dati del governo sull’occupazione i posti di lavoro negli Stati Uniti ad agosto sono scesi a 141 milioni.

Si passa alle tasse pagate o non pagate da Trump. Dopo le rivelazioni del New York Times che ha analizzato quasi due decadi di dichiarazioni dei redditi di Trump, mai pubblicate dal presidente rispetto a tutti i suoi predecessori. L’inchiesta ha mostrato che il tycoon non ha pagato le tasse per 10 degli ultimi 15 anni. E nei primi due anni di presidenza ha pagato appena 750 dollari di tasse federali. Il conduttore chiede a Trump se è vero che ha pagato 750 dollari di tasse. Lui si ritrae e non risponde. Il giornalista ripete la domanda. Ma Trump resta sul generico: «Io ho pagato milioni di dollari di tasse». Biden qui affonda un colpo: «Paga meno tasse di una maestra».

 

Poche ore prima del dibattito il candidato democratico ha reso nota la sua ultima dichiarazione dei redditi: nel 2019 Biden e la moglie Jill hanno pagato quasi 300mila dollari di tasse federali. «Io eliminerò i tagli di tasse di Trump, l’aliquota per le società salirà dal 21% al 28%. Investirò nelle persone che hanno bisogno. E non per i ricchi. Voglio meno tasse ma per la working class. E con il mio piano di rilancio dell’industria manifatturiera creerò più posti di lavoro di Trump».

 

Arriva un colpo di sciabola anche sulla trade war: «Abbiamo più deficit adesso con la Cina che prima dell’inizio della sua guerra dei dazi». Trump riparte attaccando il figlio di Biden, Hunter per i suoi rapporti economici in Russia, Ucraina e Cina, forse lo scambio più sgradevole della serata: «Ha ricevuto 3,5 milioni di dollari da una miliardaria russa».

 

Biden accusa il colpo. «Nessuna delle cose che dice è vera. Non voglio parlare delle cose personali, non voglio parlare della mia famiglia. Perché non parli delle famiglie americane in difficoltà?. Il moderatore non interviene e il dibattito diventa velenoso.

 

Perché gli afroamericani vi devono votare? Biden: «Questo presidente è razzista. Genera le divisioni razziali. Quando le persone manifestavano pacificamente davanti alla Casa Bianca è uscito per mostrare la bibbia davanti alla chiesa, criticato anche dal sacerdote per quel gesto sacrilego. La gente deve confrontare quello che dice e quello che fa. Quello che fa rispetto a ciò che dice è un altro discorso. Non ha fatto niente». Trump: «Noi crediamo nel Law & Order, la legge e l’ordine, e la polizia è con me. Voi no. La gente di questo paese vuole Law & Order». Biden: «Non è vero. Io sono contrario al movimento Defund the Police, che toglie i soldi alla polizia. Lui (Trump) ha tagliato i finanziamenti agli enti locali, anche alla polizia».

Il giornalista chiede che cosa pensa delle proteste violente. Biden: «Sono contrario alle proteste violente. Chi distrugge va perseguito. Ma Trump getta benzina sul fuoco. Perché, come ha detto la sua portavoce, le proteste lo aiutano ad aumentare i consensi».

Il giornalista chiede a Trump di condannare i suprematisti bianchi e i movimenti violenti. Lui resta imbambolato per un istante, e poi ribatte: «Le proteste sono colpa della sinistra. Io sono per la pace». Ma non arriva una presa di distanza dai White Supremacist.

Si va verso la fine, ai minuti di recupero. Domanda: Perché vi devono votare? Trump: «Non c’è nessun presidente nella storia di questo paese che ha fatto quello che ho fatto io». Biden: «Con Trump l’America è diventata più debole, più divisa, più violenta. Solo i milionari sono più ricchi. Quando abbiamo terminato il mandato con Obama abbiamo lasciato un’economia in pieno boom che era ripartita dopo la crisi subprime, un paese più forte, rispettato nel mondo».

In ultimo, sulla regolarità delle prossime elezioni, Trump ribadisce la sua posizione sulla possibilità di frodi elettorali per il grande ricorso al voto postale nell’anno del coronavirus. Dice che accetterà i risultati solo se le elezioni saranno regolari. E continua a insistere sulle frodi che ci saranno con i voti postali.

Biden nega le frodi, ma il clima di paura frena molte persone dall’andare ai seggi perché in tanti non usano la mascherina e non viene garantito il distanziamento per colpa della gestione di Trump. «L’Fbi e l’Homeland dicono che non ci sono prove delle frodi postali. Il voto postale ha sempre funzionato correttamente per far votare i militari all’estero. I voti per corrispondenza vanno accettati anche se arrivano dopo. Milioni di persone votano per posta per il coronavirus. E per chi va a votare sia garantito il distanziamento. Ma le persone non ci vanno perché lui le spaventa. Andate a votare, votate», ripete il candidato democratico.

«Voi determinate il vostro futuro… Se vinco le elezioni, lo accetterò e sarò il presidente di tutti, dei democratici e dei repubblicani. Se perdo lo accetterò. Andate a votare. Voi avete il controllo, voi potete determinare come questo paese potrà essere nei prossimi quattro anni. Se non volete ascoltare altri quattro anni di bugie andate a votare».

 

Fonte : il sole 24 ore

LEGGI ANCHE: “ALLA TERRA RESTANO 7 ANNI DI VITA”

ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE

SEGUICI SU FACEBOOK  INSTAGRAM TWITTER

5 sapori

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here