MAmanero
Bar Lazio
onlusAssociazione la compagnia di gesù
True Beauty lab

ZENSON DI PIAVE (TREVISO) Ormai, di quei due volti di Mussolini sopra il bar e la farmacia, gli abitanti di Zenson di Piave non si accorgono nemmeno più. Sono sopravvissuti a un recente restauro, ripristinati per volere della proprietà dei due locali al piano terra che abitano proprio lì sopra. Ma in questi giorni in cui il tema torna alla ribalta (la commissione contro l’odio razziale promossa da Liliana Segre, gli insulti razzisti allo stadio contro Balotelli, la cena dei nostalgici per ricordare la marcia su Roma, piccoli e grandi ritorni di matrice mussoliniana e fascista) qualcuno si è indignato e ha fatto circolare in rete una foto piuttosto chiara. Sembra una stampa nera sulla parete color crema, di piccole dimensioni e parzialmente nascosta dalle tende del bar, ma è impossibile non riconoscere il profilo del Duce. Zenson di Piave, ai confini con la provincia di Venezia, è una terra di viti e vigneti, di strade di campagna e case lungo gli argini del fiume; l’edificio in questione si trova proprio nella piazza centrale del paese, non distante dal municipio. «Sono diventato sindaco due anni fa – mette subito le mani avanti il sindaco Daniele Dalla Nese – e quel restauro è precedente. Più volte ho parlato con i titolari e la famiglia, che ha recuperato un edificio di cent’anni restaurandolo in modo fedele. Hanno voluto mantenerlo così com’era, non c’è apologia del fascismo, né istigazione all’odio o promozione di una determinata linea ideologica, è una ricostruzione storica. Mi dissocio ovviamente dall’immagine, non condivido quegli ideali, ma non vorrei che si montasse un caso sul nulla». A volte succede: un oggetto è così consueto, familiare e immobile che non si nota nemmeno, pur trovandosi in un luogo frequentato, sopra la farmacia del paese.

Il caso diventa curioso sbirciando su Google Street View, dato che via Badini a Zenson è stata immortalata dalle telecamere questo maggio: le effigi di Mussolini non si vedono, la parete è bianca (difficile sapere se sono state rimosse per motivi politici o se sono state oscurate dal programma per il riconoscimento facciale). E rimangono lì, a vigilare sulla piazza. «Il Comune – sottolinea il sindaco – non ha alcun potere di far rimuovere quelle immagini e non è compito nostro. Se qualcuno segnalerà la cosa, nei modi e nei luoghi idonei, valuteremo il da farsi. Noi vagliamo la regolarità urbanistica ed edilizia, il restauro si è svolto secondo le regole. Certo, non voglio sottovalutare un tema che sta scuotendo l’opinione pubblica, ma non ritengo si tratti di apologia e non assolutamente è questo l’intento dei proprietari».

 

Tutto questo riportato dal ilcorriereditreviso.it

MAmanero

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here