Matteo Renzi
MAmanero
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Non cercate troppo lontano ma soprattutto non sbagliate Matteo.

L’ eroe moderno non è Matteo Salvini ma Matteo Renzi.

I conti di Conte , scusate il gioco di parole sono presto fatti.

Il voto di  fiducia in Senato a Conte consta di 156 favorevoli compresi due fedelissimi di Berlusconi e una manciata di scorrettissimi senatori a vita, 16 astenuti compresi i renziani, e 140 contrari delle opposizioni.

Tra i favorevoli a parte l’ormai mitologico Ciampolillo (mezzo senatore mezzo var), c’è un nome che non dovrebbe passare inosservato. Quello di Riccardo Nencini,  proprietario del simbolo del PSI,  che ha permesso a Renzi di costituire il gruppo al Senato di Italia Viva.

Chi si appresta a dare per sconfitto il bullo di Rignano non ha capito il colpo di genio.

Se Renzi avesse votato la fiducia blindando il governo Conte, avrebbe svalutato la sua manciata di senatori, invece come un abile giocatore d’azzardo, ha reso indispensabile il suo apporto.

Da ieri ogni atto, ogni legge che passa dal Senato sarà di fatto sotto il veto dei renziani.

Non si muove nulla se Renzi non vuole.

L’ex sindaco di Firenze, per usare un termine finanziario, ha aumentato le quotazioni delle proprie azioni. E’ l’azionista di minoranza (ma indispensabile) di una Spa.

In quest’ottica non pare improbabile una “manina” del centro-destra.

Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, due fedelissimi del Cavaliere hanno votato la fiducia, un chiaro segnale al Premier di un’operazione architettata a tavolino.

D’altronde non sarebbe la prima volta che il Cavaliere ed il toscano fanno sponda.

Il centro-destra si è garantito la possibilità di staccare la spina al governo in qualsiasi momento, Italia Viva quella di ottenere vantaggi ad hoc ricattando la maggioranza (e Conte).

Se non fosse esagerato il paragone, si potrebbe definire l’operazione “un capolavoro da Prima Repubblica”.

Mattarella è in scadenza a Gennaio 2022.

A Luglio 2021 inizierà il “semestre bianco”,  ovvero i sei mesi in cui il Presidente non potrà  sciogliere le camere ed indire le elezioni.

Se Conte cadesse prima di Luglio si andrebbe inevitabilmente alle elezioni, il che significa che il prossimo Presidente della Repubblica verrebbe eletto da un parlamento con una maggioranza di centro-destra.

In caso contrario, sarebbe l’attuale composizione parlamentare ad eleggere il successore di Mattarella.

Renzi ha realizzato uno “scacco matto” perfetto, può addirittura trattare col Presidente della Repubblica.

Può giocarsi due jolly.

Lasciare il parlamento attuale con un altro premier ed  andare alla elezione del prossimo Presidente, oppure far cadere il governo e farlo eleggere al centro-destra.

Matteone, con una pattuglia di parlamentari microscopica, sarà l’ago della bilancia tanto a destra quanto a sinistra.

Il massimo risultato con il minor sforzo.

In un mondo di nani (politici) un vero gigante.

MAmanero

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