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Il calo del turismo portato dal Covid-19 ha alcuni lati “positivi” in Thailandia

È una situazione umanitaria drammatica, siamo entrati in una crisi mondiale senza precedenti, ma ancora una volta la natura ci dimostra di come è pressante la nostra presenza: i delfini spuntano di nuovo lungo le nostre coste, l’acqua di Venezia è tornata cristallina, e sulle strade di alcuni villaggi del Regno Unito tornano cervi e daini.
Per noi italiani che lo stiamo vivendo da più di un mese, è difficile trovare aspetti positivi di questa pandemia. Ma effettivamente, un motivo per tirar fuori un sorrisino striminzito c’è: dopo 44 anni di schiavitù, un parco thailandese libera un branco di 78 elefanti per il brusco calo del turismo.

Con l’uomo chiuso in casa, il turismo cala, l’economia si ferma, e la Terra torna a respirare.

Dopo decenni di lavoro forzato con indosso portantine, collari, corde e costretti a essere cavalcati da migliaia di turisti ogni anno, 78 elefanti sono di nuovo liberi. Il blocco del turismo, infatti, ha portato alla momentanea chiusura di una società thailandese che si occupava di tour in cui i turisti cavalcavano gli elefanti e, non avendo più le risorse economiche per mantenerli, ha deciso di ridar loro la libertà.

Sono tornati così a vivere la vita selvaggia delle foreste asiatiche e a godersi questa opportunità arrivata proprio grazie alla pandemia.

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La società thailandese cambierà rotta.

La società in questione, Mae Sa Elephant Camp di Chiang Mai e il direttore del parco Anchalee Kalampichit, ha deciso di dare una svolta alla propria politica aziendale e di trasformare la sua attività in una forma turistica che non sfrutti più gli animali, come accadeva prima della pandemia.

Infatti ai microfoni della CNN ha raccontato :

“Da quando abbiamo iniziato a fare questo lavoro nel 1976, cavalcare gli elefanti è sempre stata l’attività preferita dei turisti. ma vista la diffusione del coronavirus, il turismo è fermo e abbiamo chiuso per cui abbiamo deciso di liberare gli elefanti.

Pensiamo di rimanere così anche in futuro, vogliamo cambiare lo spirito di questo parco e trovare modi più etici in cui il pubblico possa avvicinarsi agli elefanti senza sfruttarli. Riaccoglieremo i turisti, ma per guidarli a conoscere gli stili di vita degli elefanti in modo naturale ed etico invece di usare gli elefanti come intrattenimento”

Forse queste crisi sono un’occasione per far nascere opportunità migliori, come chi trova il coraggio di reinventare in modo più etico il proprio business, non sfruttando più gli animali, ma insegnando ai propri turisti il rispetto di tutte le creature viventi.

Federica Fiordalice

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