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Finalmente cade la Sharia in Sudan, una legge islamica imposta nel 1983 dal terribile generale Al Bahir; il tutto dopo un percorso costellato di proteste soffocate da violenze e restrizioni.

Con la fine della sharia le donne saranno libere di portare i pantaloni ( pena prevista fustigazione), sarà abolito anche il reato di apostasia, ovvero il ripudio totale del proprio credo; per intenderci i cristiani saranno liberi di professare la propria fede ( pena previsa la morte ).

Abolizione del divieto di consumo di alcolici, le donne saranno libere di viaggiare senza il permesso del “capofamiglia”, tra la novità più significative la cancellazione della pena di morte per sodomia, che negli ultimi anni è costata la vita a centinaia di omosessuali.

Tutte queste nuove norme sono state annunciate dal ministro della Giustizia Nasredeen Abdulbari:

“Garantiranno la libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini, elemento doveroso per un Paese che ormai basa la sua azione sullo stato di diritto”.

Inoltre il primo ministro del Sudan, Abdallah Hamdok, ha già dato ordine di sostituire i governatori militari di tutte le componenti del Paese con personale civile, tra cui diverse donne.

La caduta della sharia è stata resa possibile grazie ad un processo di cambiamento iniziato dopo la caduta del dittatore sudanese avvenuta nel 2019.

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