Finalmente il gallo Maurice potrà continuare a cantare e urlare con foga il suo “chicchirichi” svegliando cossì i francesi di Saint-Pierre-d’Oléron.

A stabilirlo è stata una sentenza del tribunale, respingendo di fatto, la richiesta di uno dei vicini di casa, lo infastidivano i suoi chicchirichi, e quindi aveva fatto causa alla proprietaria del gallo, la signora Corinne Fesseau.

Corinne, dopo aver ascoltato la sentenza e quindi aver vinto la causa, ha commentato con molta ilarità: “Li abbiamo spiumati“.

“Maurice, il gallo,  ha vinto e i vicini dovranno versare alla proprietaria mille euro di risarcimento con gli interessi”, ha dirlo e Julien Papineau, l’avvocato della proprietaria del del pollo.

L’avvocato Papineau ha spiegato che Maurice ( il gallo) ha vinto perché “nel diritto francese occorre dimostrare una molestia e questo non è stato fatto”.

Sempre l’avvocato Julien Papineau, ha aggiunto inoltre, “tutti di conseguenza saranno protetti: le campane, le rane…“.

Quindi anche tutti i protagonisti di battaglie legate ai rumori di vicinato che da qualche tempo scuotono il mondo rurale francese, spesso con lo scontro fra abitanti autoctoni e nuovi residenti delle campagne.

La diatriba era iniziata con una denuncia per rumori molesti, presentata da una coppia di agricoltori in pensione abitanti a Haute-Vienne: si lamentavano del fatto che Maurice cantasse troppo presto la mattina vicino alla loro casa delle vacanze nell’isola di Oléron, sulla costa atlantica.

La proprietaria per evitare problematiche aveva anche spostato il pollaio dove Maurice vive, aveva adottato anche una pellicola nera  per impedirgli di cantare prima delle 8:00.

Nulla è servito ad impedire al gallo il suo naturale canto mattutino, nessuno e nulla poteva zittirlo alle prime luci dell’alba.

Il fatto ha causato interesse anche oltre manica, sono seguiti articoli sul New York Times, sono apparse addirittura magliette con la scritta ‘Let me sing’ (lasciatemi cantare), quindi anche petizioni per “salvare Maurice” firmate da 140mila persone.

Ora il gallo è diventato il simbolo della ruralità francese minacciata.

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