Continuano i guai per Ciro Grillo, figlio di Beppe, accusato insieme a Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, di aver stuprato una studentessa italo-svedese lo scorso 16 luglio nella casa del comico a Porto Cervo, in Sardegna. Gli inquirenti si stanno avvalendo dell’Ufed, un programma informatico che permette di estrarre dai cellulari tutti i dati cancellati, che potrebbero tornare utili alle indagini. Sarà ascoltata probabilmente dagli investigatori anche la moglie di Grillo.

IL FATTO

Lo stupro si sarebbe verificato lo scorso 16 luglio, dopo una serata trascorsa dai 4 ragazzi, tutti di età compresa tra i 18 e i 20 anni, al famoso locale Billionaire. La denuncia della presunta vittima è arrivata 10 giorni più tardi, il 26 luglio, ai carabinieri di Milano, la città in cui vive. Stando al racconto fornito alle forze dell’ordine, dopo aver conosciuti i 4 amici, li avrebbe seguiti in un residence in Costa Smeralda dove era stata invitata con un’amica per una spaghettata. Quest’ultima, però, si era addormentata per qualche drink di troppo, mentre lei – sempre secondo la denuncia – è stata aggredita a turno da tre dei quattro senza riuscire a reagire. Fondamentale ai fini delle indagini, coordinate dalla procura di Tempio Pausania, sarà anche la possibile testimonianza dell’amica della studentessa violentata. Resta infatti da capire se la ragazza dormiva in conseguenza di un’azione spontanea, per aver alzato il gomito, oppure se quella situazione sia stata accelerata dal gruppo in una sorta di strategia per eliminare l’unica testimone dei fatti.

LA DIFESA

Tuttavia, i difensori dei quattro amici, incluso il figlio di Beppe Grillo, continuano a ripetere che quella notte a Porto Cervo non c’è stata alcuna violenza e che i rapporti erano stati consenzienti, aggiungendo che per altro nella casa adiacente c’era la stessa moglie del comico. Secondo i legali, la donna, anche se dormiva, si sarebbe accorta di una situazione fuori controllo e sarebbe forse intervenuta.

SARA’ ASCOLTATA ANCHE LA SIGNORA GRILLO

La signora Grillo darà la sua versione in Procura, quando la sentiranno, come faranno con due vicini di casa di Grillo. La difesa dei ragazzi ha parlato anche di almeno due video, ripresi dai cellulari dei loro assistiti, che mostrerebbero un rapporto consenziente, uno dei numerosi avvenuti in sequenza e intervallati dall’uscita per comprare le sigarette da parte di tre dei ragazzi in un distributore automatico, attraverso una zona non molto coperta da telecamere i cui filmati potrebbero aver accreditato lo spostamento. In più, in immagini postate sui profili social già il successivo pomeriggio, la presunta vittima non avrebbe commentato negativamente la nottata. Dunque, secondo i legali, ha mentito.

 

 

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