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Il governo conferma: si può andare nelle seconde case, pure se si trovano fuori Regione. Il trasferimento potrà avvenire anche se l’abitazione si trova in zona arancione o rossa. Unico limite: l’atto di proprietà o il contratto d’affitto dovrà essere antecedente al 14 gennaio 2021, data di entrata in vigore del nuovo Dpcm.

Le nuove Faq del governo sulle seconde case

Ieri sera sul sito di palazzo Chigi sono state pubblicate le Faq – risposte alle domande frequenti – sul nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Contengono i chiarimenti su quello che si può e non si può fare. La novità più attesa riguarda proprio gli spostamenti verso le abitazioni di vacanza perché il testo aveva eliminato il divieto finora previsto, ma senza essere esplicito sulle modalità di spostamento e soprattutto sulle persone che potevano soggiornare. Adesso viene invece chiarito sia quale deve essere la caratteristica dell’abitazione, sia chi può effettivamente andare.

Prima del 14 gennaio

La prima regola riguarda la proprietà o l’affitto. Nella Faq è specificato che s i tratta di un «rientro» e dunque potrà andare soltanto chi dimostra di avere la casa di proprietà o con un contratto di affitto firmato prima del 14 gennaio 2021. Ecco il testo: «Dal 16 gennaio 2021 le disposizioni in vigore consentono di fare rientro alla propria residenza domicilio o abitazione senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette seconde case. Pertanto proprio perché si tratta di una possibilità limitata al rientro è possibile raggiungere le seconde case anche in un’altra regione o provincia autonoma, anche da o verso le zone arancione o rossa, solo a coloro che possono comprovare di aver effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge 14 gennaio 2021».

Il contratto

Sono dunque esclusi gli affitti brevi. E infatti nel testo è specificato che «il titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa come ad esempio la data di un atto stipulato dal notaio ovvero la data di registrazione di una scrittura privata anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione ».

La famiglia

Nelle seconde case possono andare solo i familiari conviventi, non possono esserci altri nuclei familiari, né parenti o amici. Scrivono su questo punto i tecnici di palazzo Chigi: «Naturalmente la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o eventualmente anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato».

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