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E’ avvenuta definitivamente una svolta: gli eSports sono degli sport a tutti gli effetti.

A confermarlo è anche la nostra Serie A che sposa il progetto “e-Serie A” il quale partirà nelle prossime settimane;

questo progetto consiste in un campionato esteso a livello nazionale che prevederà delle “finalissime” a maggio per eleggere il primo campione d’Italia degli eSports.

Ma cosa sono questi eSports?

Sono delle nuove “discipline” che prevedono: campi, tifosi e avversari virtuali (anche se nell’ultimo periodo si è arrivati addirittura a riempire palazzetti con tifosi pronti a vedere il loro videogiocatore preferito dal vivo).

Si praticano comodamente seduti, con la propria console e con il proprio Joypad (oppure mouse e tastiera) ma non illudetevi che sia una cosa semplice;

Il lavoro del videogiocatore è spesso frustrante e passare tutto quel tempo davanti ad uno schermo non è per niente semplice.

I videogiochi utilizzati per praticare queste discipline possono essere di qualsiasi tipo e appartenere a qualsiasi categoria.

Nel caso della serie A si parla ovviamente di videogiochi che fanno parte dei “simulatori sportivi” (in questo caso particolare si tratta del celebre videogioco PES 2020), ma non si tratta solo di questa tipologia, anzi, i videogiochi appartenenti ad altre categorie, come ad esempio gli “sparatutto“, possiedono già da diversi anni i loro tornei, i quali hanno contribuito alla nascita di nuovi lavori, come ad esempio i così detti “pro player“.

Il “pro player” è a tutti gli effetti il “professionista del gioco”  ovvero colui che ha trasformato una semplice passione video-ludica in un vero e proprio lavoro.

Il player svolge degli allenamenti regolarmente, entra a far parte di veri e propri team e molto spesso (nel caso dei simulatori sportivi) viene chiamato da vere società per svolgere un ruolo rappresentativo all’interno di questi tornei (il caso più famoso è quello del player Lonwolf che è stato ingaggiato dalla Sampdoria per rappresentare la squadra nei tornei di Fifa).

Lonwolf92, pro player della UC Sampdoria

Questi sport, col passare degli anni, stanno diventando sempre più comuni e tra qualche anno, chissà, potranno diventare delle vere e proprie discipline olimpiche.

E’ giusto che sia così o ci si sta sedentarizzando troppo?

 

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