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Ambizioni, sogni e speranze…

Tre parole che risultano fondamentali per il futuro di questi due grandi club;

Il Napoli, partito come sempre da anti-juve, quest’anno è stato “deludente” per vari motivi, un inizio non scoppiettante ha trovato la squadra a combattere non più per lo scudetto bensì per il piazzamento in Europa League;

Ma è giusto definire “deludente” la stagione del Napoli?

Decisamente no, o meglio, se parliamo del campionato sicuramente ci si aspettava di più, ma per quanto riguarda invece le coppe la squadra campana è stata a dir poco formidabile.

I ragazzi di mister Gattuso hanno riportato a Napoli un trofeo dopo tanti anni aggiudicandosi la Coppa Italia vincendo la finale contro la Juventus;

mentre in Champions League i giochi sono ancora apertissimi dato che a breve si disputerà il ritorno degli ottavi di finale, l’avversario è uno dei più ostici (Barcellona) ma il risultato dell’andata (1 a 1) fa ben sperare e sicuramente lascia aperte tutte le porte.

Ma di chi è il merito di questo Napoli che sembra ormai rivitalizzato?

Gran parte del merito va all’allenatore, Gattuso si è dimostrato l’uomo giusto al momento giusto, ha saputo ridare grinta ad una squadra che sembrava fin troppo disorientata, riuscendo ad imbastire un gioco attendista ma molto efficace, caratterizzato sicuramente da un’ottima fase difensiva e che punta molto sulle ripartenze.

Ma quale sarà il futuro del Napoli?

Sicuramente verrà riconfermato l’allenatore, cercando di far proseguire il progetto;

e la palla verrà passata sicuramente al presidente De Laurentis che, se si decidesse ad investire in una rosa più competitiva, potrebbe ottenere grandissimi risultati.

Per quanto riguarda il Milan, il discorso è più o meno lo stesso;

I rossoneri venivano da annate a dir poco terribili e, dopo aver toccato il fondo nell'”epoca” Fassone-Mirabelli, si è tentata una sorta di risalita che a tutti gli effetti sta avvenendo.

Anche per il Milan l’inizio stagione è stato tutt’altro che entusiasmante, sotto la guida di Giampaolo la squadra non ha reso e ci si è trovati a gennaio a dover cambiare obbligatoriamente l’allenatore.

E’ arrivato al Milan Pioli, allenatore di grande esperienza e che ha fatto sempre bene ovunque è andato, bisogna ammettere che era difficile fare peggio di quanto aveva fatto Giampaolo, ma Pioli è riuscito a trovare una specie di “chiave di volta” di questa squadra ormai completamente spenta.

Dati via giocatori scontenti e nocivi per l’ambiente come ad esempio Suso, la dirigenza ha voluto “rimpatriare” la leggenda Zlatan Ibrahimovic, mossa che si è rivelata più che azzeccata ma non per quanto riguarda il gioco, bensì per quanto riguarda il cambio di mentalità;

Zlatan ha portato consapevolezza, ha portato fiducia nei propri mezzi e ha portato carattere ad una squadra che ne era totalmente sprovvista.

Ha saputo integrarsi perfettamente all’interno dello spogliatoio ed ha trovato un’intesa, sopratutto con mister Pioli, che si è rivelata totalmente vincente.

Quindi, di chi è il merito di questa rinascita?

Il merito è un po’ di tutti, ma sopratutto dei due sopracitati, sono riusciti a mettere da parte la voglia di primeggiare ed hanno saputo unire le forze creando una macchina da guerra che gli ha permesso di ottenere questi ottimi risultati.

Futuro? Incerto.

Insistenti voci parlano dell’ormai sicuro esonero di Pioli per ingaggiare Rangnick, che è stato individuato dalla dirigenza come l’uomo giusto per far crescere questa squadra e continuare il progetto di rinascita, ma è giusto esonerare un allenatore che sta facendo così bene e buttarsi a capo fitto in una scommessa molto rischiosa?

Per quanto riguarda Zlatan invece il suo futuro è ancora da definire, il suo contratto dovrebbe scadere questa stagione e bisognerà vedere se ha intenzione di prolungarlo, i 39 anni sono un dato oggettivo ed in mezzo al campo comincia ad essere un po’ limitato, ma quel tipo di mentalità vincente ce l’hanno pochi al mondo.

 

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