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La quarta giornata si conclude con qualche sorpresa e poche certezze.

Le sorprese sono la sconfitta di Milano, in casa, con Brindisi (già corsara in quel della capitale) nonostante una buona prova di squadra con Rodriguez sugli scudi, 28 punti in 29 minuti di utilizzo, al quale risponde Stone con una prova sontuosa: 26 punti + 13 rimbalzi.

Messina ha da lavorare.

L’altra sorpresa è la sconfitta casalinga di Sassari contro Trieste, in una gara vinta da chi ha sbagliato meno in un canestro che sembrava avesse una saracinesca.

La certezza è una Virtus Bologna che, vincendo facilmente a Pesaro, consolida il primato solitario in classifica. Non capitava da 13 anni. Troppo fragile la squadra marchigiana che dura solo 8 minuti prima che la capolista mettesse la freccia e se ne andasse.

Bella e Piena la vittoria della Virtus Roma in quel di Pistoia. La compagine Romana mostra i muscoli ad una (probabile) diretta concorrente verso la salvezza, mandando 6 uomini in doppia cifra. Significativo in ottica squadra. Bucchi voleva proprio questo: un coro e non dei solisti.

La detentrice del campionato, Venezia, si sbarazza di una Cantù imbarazzante. Un “trentello” senza neppure sudare.

Brescia vince con Trento abbastanza agevolmente. Per i Trentini, da notare la buona prova di un ritrovato Alessandro Gentile: 22 Punti e leadership.

Reggio Emilia ha la meglio su di una Cremona colpita dall’ex: Johnson-Odom sale in cattedra con 27 punti + 10 rimbalzi. Sacchetti dovrà scuotere i propri ragazzi perché, oltre alla seconda sconfitta consecutiva, l’atteggiamento è leggermente down.

In serata, la Fortitudo Bologna vince di rincorsa con una Treviso ottimamente messa in campo da Menetti, il quale, dimostra di saperci fare con la costruzione di una squadra neopromossa. I felsinei vincono di rincorsa, piazzando un 18-10 nell’ultimo quarto, alzando le braccia prima del traguardo.

C’è chi mette la maglia verde e chi gialla, il campionato di basket ha la maglia rossa. Quella della passione. Tanti spettatori e tanto tifo, senza trascendere in beceri e stantii coretti di bassa lega.

Tifo, passione appunto.

di Giovanni Maderi

 

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