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TRENTO. Era ormai logoro il rapporto con la moglie, il matrimonio (combinato) per lui era finito. Anche a causa della mancanza di figli. Ma di affrontare un divorzio «italiano» non ne aveva alcuna intenzione. E ha quindi mandato la moglie a casa, in Pakistan, per vedere parenti e una volta avuta notizia dell’arrivo a destinazione ha cancellato il biglietto di ritorno e ha comunicato la sua decisione di porre fine al matrimonio.

Decisioni unilaterale, poche parole, ma tanto era sufficiente. Solo che la donna, grazie anche all’aiuto dei parenti, ha comperato un nuovo biglietto ed è tornata in Trentino con l’intenzione di chiarire la situazione.

Ma qui si è trovata davanti ad un muro di gomma e in casa era riuscita a rientrare solo grazie all’intervento dei carabinieri. Una sistemazione buona solo per poco tempo. Lui infatti aveva fatto staccare tutte le utenze, si rifiutava di riconoscerle un mantenimento.

E lei si è così trovata sola e senza soldi e ha chiesto aiuto. Aiuto che è arrivato anche attraverso una causa di maltrattamenti contro l’ex marito (c’è stata la separazione ufficiale). Che è accusato di un serie di atteggiamenti che non hanno avuto come conseguenze delle lesioni fisiche, ma delle ferite nell’anima e non solo.

Le impediva di imparare l’italiano, di avere una vita sua, e la dipendenza economica era così forte da «paralizzarla». Ora il gup dovrà decidere sull’opposizione all’archiviazione.

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