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È tempo di referendum costituzionale e siamo chiamati a scegliere se abbassare il numero dei parlamentari a 600 o tenercene 945. Noi di Non è la Radio abbiamo pensato di confrontarci con i protagonisti della politica per capirne di più ed aiutarvi a decidere se votare sì o votare no. Per questo motivo abbiamo organizzato giovedì 17 settembre scorso due dibattiti in collegamento telefonico, con la conduzione di Christian Dalenz e di Leonardo Orsi.

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Il primo confronto è avvenuto tra Stefano Fassina, deputato di Leu, ed Emanuele Pinelli, giovane militante di +Europa (tra il minuto 14:45 e il minuto 47:36).
Fassina ha spiegato che la riforma, secondo lui, rappresenta un equilibrio molto migliore di quello che era stato proposto con il precedente governo, e che lascia spazio ad ulteriori migliorie. Secondo Pinelli, invece, la riforma rappresenta un pericoloso cedimento della democrazia.
Ma da questo dibattito è emerso anche un confronto tra vecchie e nuove generazioni che è stato in fondo uno dei leit motiv degli ultimi decenni.

Il secondo dibattito ha visto confrontarsi Vincenzo Garruti, senatore del M5s e vicepresidente della commissione Affari Costituzionali, e Corrado De Rinaldis Saponaro, segretario del Partito Repubblicano Italiano (tra il minuto 1:00:13 e il minuto 1:28:28). Entrambi sono apparsi molto convinti delle loro ragioni. Ma soprattutto, da questo confronto è emersa con tutta la sua forza la differenza tra il modo contemporaneo di fare politica e quello di una volta. Ovvero, quello rappresentato da Garruti, che qualcuno definirebbe “liquido”, e le vecchie maniere, quelle rappresentate da De Rinaldis Saponaro, proveniente dal pensiero “solido” del partito più longevo della nostra Repubblica.

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