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Dal ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, arrivano importanti novità sulla possibile riapertura degli stadi ai tifosi. “L’obiettivo, da qui al 7 ottobre quando verrà emanato il nuovo Dpcm, è quello di riaprire gli impianti sportivi in progressione per tutte le competizioni – ha spiegato -. Assieme al Cts l’obiettivo è di non proseguire con un numero secco di spettatori, viste le diverse realtà, ma piuttosto di muoverci nel definire insieme anche alla Conferenza Stato-Regioni una percentuale rispetto alla capienza effettiva degli impianti consentendo l’ingresso di un numero di persone che possa far rispettare le norme, il distanziamento e la gestione dei flussi“.

“Dobbiamo andare avanti con la stessa attenzione e consapevolezza avuta nei mesi più duri, perché non c’è dubbio che senza tifosi manchi un pezzo fondamentale e la presenza del pubblico è importantissima – ha proseguito il ministro -. Non era possibile nel modo più assoluto aumentare in questa fase il numero di 1000 spettatori perché c’è ancora una situazione complessa, ma comunque si tratta di un’apertura importantissima per le serie minori che vivono di biglietteria”.

“Stiamo lavorando attraverso Sport e Salute su un piano nazionale unico per il rilancio, la promozione e la valorizzazione dello sport di base”, ha continuato Spadafora allargando il discorso nel coso dell’audizione informale di fronte alla VII Commissione della Camera. “Per l’approvazione della Legge delega di riforma dello sport abbiamo tempo fino al 30 novembre – ha aggiunto -. Stiamo facendo un lavoro complesso, ma ora e’ il momento di fare una sintesi e una proposta prendendoci le nostre responsabilità, anche perché non esiste una riforma perfetta, condivisa al 100% da tutti”. “Abbiamo chiesto a Sport e Salute di non utilizzare le risorse in troppi progetti che non hanno una visione unica – ha proseguito Spadafora -. Serve invece un coordinamento con tutti gli organismi sportivi, le federazioni e gli enti di promozione”. “Quest’anno le risorse aggiuntive derivanti dal gettito fiscale non devono essere destinate a tutti gli organismi sportivi, ma va fatta un’analisi di chi ha avuto maggiori danni a causa del Covid – ha concluso il ministro -. Sport e Salute deve occuparsi dello sport di base, come era nelle intenzioni di chi l’ha voluta”.

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