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Siamo davvero consapevoli di quante informazioni contengono le foto che quotidianamente postiamo in rete? Dal cibo che mangiamo, alle vacanze, alla nostra più intima quotidianità le foto che postiamo sui nostri social preferiti, contengono in realtà una serie d’informazioni molto importanti per la nostra privacy e, forse, per indirizzarci messaggi pubblicitari.

A rendere nota questa notizia il sito “The Verge” sempre in prima linea su notizie digital & tech nel mondo. A rivelarlo più palesemente però ci ha pensato il blackout dello scorso 3 luglio, che ci ha permesso di dare una sbirciatina nel backstage di Facebook attraverso le nostre home page. LEGGI L’ARTICOLO QUI: Social di nuovo in crash Facebook, Instagram e Whatsapp bloccati. Proprio durante quelle ore, mentre freneticamente cercavamo di accedere alle nostre news feed quotidiane sui social, Facebook non permetteva il corretto caricamento delle foto nella nostra home page. Alcuni utenti hanno notato una cosa curiosa: invece delle foto dei loro “amici” digitali, Facebook gli mostrava un riquadro bianco con una stringa di testo che riportava la descrizione testuale del contenuto della foto.

Cosa è successo? Coloro che per lavoro, si trovano dietro le quinte del web, sanno benissimo che nell’aprile del 2016 Facebook ha introdotto il “machine learning” un software creato per “leggere” il contenuto delle immagini e dei video. Questa “lettura” genera dei tag che, grazie ad un riproduttore vocale, permette agli ipovedenti di poter descrivere quella foto. Nulla di complottistico dunque, anzi si tratta di una parte importante del progetto di accessibilità per gli utenti con degli handicap.

Perché allora l’intelligenza artificiale ci spia? Quel che non è chiaro è se il social primogenito di Zuckerberg, utilizzi o meno questi tag come informazioni per profilare gli utenti verso annunci pubblicitari. I tag in questione infatti, come si vede anche dalle immagini che abbiamo riportato sopra (Fonte: www.theverge.com) contengono diversi dettagli; più o meno specifici sulla natura di quella foto, e dunque su peculiarità delle nostre vite. Tradotto vuol dire che Facebook sa: cosa mangiamo con più assiduità, se possediamo un animale domestico, chi sono i nostri migliori amici e quali sono le nostre mete più frequenti. Per citare solo alcune delle abitudini fotografiche che spesso postiamo.

Vi sentite nel Matrix? Potrebbe essere solo l’inizio, oppure la fine. Dipende dalla pillola che scegliete per andare avanti: la blu o la rossa?

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