Sneijder

Un altro fuoriclasse lascia il calcio giocato, la sua carriera è stata straordinaria: con tre Mondiali disputati e tre Europei (134 presenze e 31 gol con l’Olanda), ha indossato le maglie di Ajax agli eserdi, Real Madrid, Inter (dal 2009 al 2013), Galatasaray e Nizza, prima di realizzare i sui gli ultimi ingaggi in Qatar, all’Al-Gharafa.

Ha vinto i campionati di Olanda, Spagna e Italia;  era presente anche nella conquista del Triplete nerazzurro ( Inter ).

Si vero, la sua carriera dice molto, ma non abbastanza. Sneijder nei suoi anni migliori è stato un centrocampista totale, in realtà una mezzala completa, capace di fare tutto, a detta di Van Basten “il miglior centrocampista che l’Olanda abbia mai prodotto”.

Un vero uomo-squadra, ma non solo, una squadra riassunta in un solo uomo. Il suo gioco era pragmatico, niente di superfluo, tutto in funzione della squadra, passaggio, assist, verticalizzazione, inserimento, recupero, semplicemente essenziale.

Memorabili i suoi gol per le rimonte contro Siena, Dinamo Kiev e Barcellona. Il 2010 è stato il suo anno. Avrebbe meritato probabilmente il Pallone d’Oro, che invece vide sul podio i tre del Barcellona, Messi, Iniesta (che decise con un gol la finale del Mondiale proprio contro l’Olanda) e Xavi. Anzi, l’avrebbe vinto lui. Per i giornalisti – che lo piazzarono al primo posto con 2 voti in più di Iniesta (293 contro 291) – fu Wesley il migliore di quel 2010.

E’ stato il re dell’assist. Col sinistro va a pescare lo scatto di Eto’o a Stamford Bridge, in una delle partite-poster dell’Inter del Triplete. Col destro «taglia» il campo e lancia la fuga di Robben nella finale del Mondiale sudafricano (Robben si farà poi parare il tiro da Casillas). Era bello da vedere, Wesley. Bello  da veder giocare, come lo sono certi fuoriclasse che sembrano solo nati per giocare a pallone.

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