sabato, Maggio 8, 2021
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Simon Gautier “nel 2019 doveva essere salvato”

Dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Simon Gautier, infiammano le polemiche sui soccorsi, ritardi e imprecisioni che non vanno giù ad amici e parenti dell'escursionista francese e ai media d'oltralpe. Come è possibile che il suo cellulare non sia stato rintracciato col GPS? E' lo stesso 118 ad accusare e a rilanciare la polemica.

Simon Gautier
Simon Gautier
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Dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Simon Gautier, infiammano le polemiche sui soccorsi, ritardi e imprecisioni che non vanno giù ad amici e parenti dell’escursionista francese e ai media d’oltralpe. Come è possibile che il suo cellulare non sia stato rintracciato col GPS? E’ lo stesso 118 ad accusare e a rilanciare la polemica.

IL RECUPERO DEL CORPO

Il corpo senza vita del 27enne francese disperso dal 9 agosto scorso nel Cilento è stato recuperato solo oggi. Era stato individuato nella serata di ieri, in un burrone tra San Giovanni a Piro e la spiaggia della Molara, in provincia di Salerno. Le operazioni di recupero sono state piuttosto complesse a causa della scarpata impervia e difficoltosa da raggiungere.

L’AUTOPSIA

Sulla salma, così come disposto dalla procura di Vallo della Lucania, sarà effettuata l’autopsia presso l’obitorio dell’ospedale di Sapri. Intanto, il Comune di San Giovanni a Piro ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani

IL PERCORSO ABBANDONATO

Simon avrebbe abbandonato il percorso ufficiale e si sarebbe incamminato lungo un sentiero la cui strada è stata “aperta” da animali. Secondo le prime testimonianze dei soccorritori del Servizio alpino speleologico, Simon si sarebbe incamminato lungo un sentiero dal terreno molto franoso al termine del quale ci sono delle rocce; si sarebbe arrampicato su una roccia e da lì sarebbe precipitato. I soccorritori che hanno trovato il corpo del turista francese hanno riscontrato una gamba completamente rotta e girata; forse era rotta anche l’altra. Il recupero é risultato molto difficile per il terreno franoso.

L’ACCUSA DEL 118

“Se l’Italia avesse applicato la direttiva Ue recepita nel 2009, Simon Gautier sarebbe stato immediatamente geolocalizzato, soccorso in tempi rapidissimi, e forse con esiti ben diversi”. La denuncia arriva dal presidente nazionale della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli. “Questa vicenda rende palese l’assurdo, insostenibile fatto che in Italia le Centrali Operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d’emergenza, pur previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 2009”.

LA POLEMICA TRANSALPINA

La stampa francese, che ha ricostruito la vicenda, mette in risalto interrogativi sulla tempestività dei soccorsi e sull’efficacia dei mezzi a disposizione.

Partendo dalla drammatica telefonata di Gautier con la quale lo scorso 9 agosto alle 9 di mattina chiedeva aiuto, i media francesi ricordano che il ragazzo era partito l’8 agosto da Policastro Bussentino per raggiungere Napoli a piedi, sottolineando che le ricerche sono cominciate nel Comune di San Giovanni a Piro “solo venerdì sera al tramonto”, mentre il primo elicottero è decollato il 10 agosto. Un “ritardo che ha suscitato dubbi anche nella stampa italiana”, scrive Le Figaro. Un altro motivo di sconcerto, oltre alla lentezza dei soccorsi, è stato il fatto che la famiglia di Gautier sia stata avvisata solo il 12 agosto, tre giorni dopo il suo ‘Sos’.

Altra zona d’ombra è stata la diffusione tardiva di immagini di telecamere di sorveglianza da parte del Comune di Policastro “per la quale si è dovuto aspettare una settimana”, aggiunge la stessa testata francese. Quelle immagini hanno documentato il transito dello studente mentre alcuni testimoni hanno poi confermato di averlo visto su una spiaggia l’8 sera. La stampa d’Oltralpe riferisce anche dell’intervento della madre del ragazzo, Delphine Godard, che in prima persona aveva chiesto sull’emittente Lci “aiuti necessari dalla Francia all’Italia per esplorare una zona difficile visto che i soccorsi locali non sono sufficienti”, riconoscendo, però, la loro “buona volontà”.

LA RABBIA DEGLI AMICI

Sui social alcuni amici di Gautier, arrivati nel Cilento per partecipare alle ricerche, hanno deplorato la mancanza di mezzi – “in tutto, con noi siamo solo in 30” – dicendo di sentirsi “da soli”. In azione squadre di vigili del fuoco specializzati, soccorsi alpini, unita’ cinofile, un elicottero e droni. All’agenzia France Presse una fonte del Quai d’Orsay aveva dichiarato che le autorita’ italiane “hanno messo in campo importanti mezzi materiali e umani, poi rafforzati, per ritrovare Simon Gautier in una zona estesa e di difficile accesso”. Le Figaro sottolinea che le autorità locali non sono state in grado di geolocalizzare immediatamente Gautier in quanto la tecnologia ‘Advanced Mobile Location’ (Aml) non e’ ancora in servizio in Italia, “un dispositivo costoso che richiede una collaborazione con Google e Apple”, precisa il quotidiano francese, sottolineando che “presto l’Italia sarà obbligata ad attuarla, del resto come gli altri Paesi Ue”.

Per risalire alla posizione di Gautier i carabinieri hanno dovuto far riferimento ai ripetitori, “un metodo di geolocalizzazione classico, molto piu’ lento e complicato, soprattutto in una zona non abitata quindi poco fornita di antenne” aggiunge Le Figaro.

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