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Immaginate di camminare sul soffitto trasparente di Villa Scialoja, mentre le storie tragicomiche e grottesche dei personaggi mossi dalla regia di Carlo Verdone si intrecciano nelle sequenze indimenticabili di uno tra i classici del cinema moderno italiano.
Il libro di Gianluca Cherubini “Siamo tutti compagni di scuola”, edito da Bibliotheka, restituisce al lettore proprio questa sensazione.
Spiare i segreti del film, senza interferire neanche per un istante, partecipare alla manifestazione del genio di Verdone e delle intuizioni degli attori – anche a quelli esordienti come Bernabucci/Finocchiaro – con il rispettoso silenzio di chi è lì solo per gustarsi lo spettacolo e bearsi dell’arte.
Un libro leggero, che si legge in una giornata, ma non per questo superficiale o effimero.
In una lunga intervista, Carlo Verdone svela all’autore alcuni particolari inediti sulla pellicola che racconta la drammatica reunion di una classe di ex compagni di liceo, intervista introdotta dal giornalista Andrea Scanzi e da Fabio Traversa, che nel film veste i panni dell’irriconoscibile Fabris, colui che decide di abbandonare in fretta quel ritrovo di anime – quasi – perdute.

Gianluca Cherubini non ha saccheggiato i tanti video di Youtube che raccontano i retroscena del film, come era comprensibile aspettarsi, ma da grande amante della materia si è fermato un passo indietro, lasciando che le parole – e gli aneddoti – restaurassero con estrema dignità l’opera di Verdone che tra qualche anno verrà ricordata come un vero e proprio capolavoro. Le 15mila copie vendute, fino a oggi, testimoniano l’onestà di un libro che colpisce per sincerità e discrezione.

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