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L’assassino è un trentenne con problemi psichici in cura al Cim con farmaci che, secondo i carabinieri, stavano dando risultati positivi. La vittima aveva 50 anni ed era sua amica. La giustificazione per il raptus: «Stava con le truppe grigie»

Un parente si era preoccupato ed era andato a cercarlo. «Lo avevo incontrato poco prima, Marco parlava in modo strano: mi ha detto che aveva visto degli elfi…». Un comportamento quantomeno singolare, ma non troppo per chi sapeva che Marco De Silli, 32 anni, era da tempo in cura per gravi disturbi psichici presso il Centro di igiene mentale vicino casa che frequentava regolarmente. Quella visione da «Terra di mezzo» di Tolkien ha tuttavia spinto ieri mattina il familiare del trentenne a recarsi nella sua abitazione al primo piano di una palazzina popolare di via Luigi Lablache, alla Serpentara.

«Ma come ho aperto la porta mi sono trovato davanti una macchia di sangue», ha raccontato ancora choccato ai carabinieri del Nucleo radiomobile che hanno poi scoperto nell’appartamento del giovane il cadavere di un suo amico e vicino di casa. Massimo Monteneri, 50 anni, era disteso in mezzo al salone con il corpo martoriato da decine di coltellate – almeno una trentina – e sangue dappertutto. In casa c’era ancora De Silli che non ha opposto resistenza: è stato portato negli uffici del Nucleo investigativo di via In Selci dove in serata è stato arrestato per omicidio volontario. Quando gli è stato chiesto perché ha ucciso il vicino, il giovane avrebbe risposto: «Perché faceva parte delle truppe grigie». Più tardi l’omicida ha fatto ritrovare l’arma del delitto: un coltellaccio da cucina con la lama lunga più di venti centimetri che aveva lanciato dal balcone di casa e che era finita nel giardino sottostante. É stata sequestrata insieme con l’appartamento dove la sezione Rilievi ha svolto un lungo sopralluogo.

Da una prima ricostruzione sembra che Monteneri, come faceva spesso, era andato a trovare De Silli a casa sua. Il cinquantenne abitava da solo e aveva alcuni parenti che vivono all’estero. Dalle testimonianze raccolte dai carabinieri sembra inoltre che i due andassero d’accordo anche se ogni tanto litigassero. Si ipotizza per questo motivo che ieri mattina qualcosa abbia fatto scattare la molla dell’aggressione al cinquantenne.

Ad avvalorare questa pista ci sarebbe la situazione clinica del trentenne affetto da gravi patologie che comprenderebbero anche stati di delirio per i quali assume farmaci che negli ultimi mesi, stando sempre agli accertamenti degli investigatori, avrebbero dato risultati confortanti. Ma ieri mattina è successo qualcosa che ha fatto sprofondare di nuovo il giovane, che – spiegano i carabinieri – «nel quartiere era conosciuto come un personaggio problematico, coinvolto in episodi di aggressione anche se mai denunciato alle forze dell’ordine». Non si esclude che Monteneri sia stato sorpreso alla spalle. La maggior parte dei fendenti sarebbero stati inferti da dietro e sul lato destro del petto, quando il cinquantenne si è voltato nel disperato tentativo di difendersi. Poi è stato finito con altre coltellate sempre al torace. Un raptus che potrebbe essere collegato proprio alle visioni raccontate dal parente dell’omicida, anche se dovranno ora stabilirlo gli accertamenti psichiatrici ai quali De Silli sarà sottoposto. Disposti anche gli esami tossicologici per chiarire se il trentenne abbia continuato ad assumere i farmaci prescritti come da indicazione dei medici e se ci siano tracce di altre sostanze.

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