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La ripartenza della Serie A ha dato i suoi primi verdetti e ha dato i suoi primi resoconti. Floppano male alla pratenza sia la Lazio di Simone Inzaghi sia l’Inter di Antonio Conte e, dopo tante critiche, sorride la Juventus di Maurizio Sarri. Infatti, se la Juventus dopo la vittoria al Dall’Ara si apprestava a vedere le sue contendenti con spritz in mano, i biancocelesti erano chiamati a fare l’impresa a Bergamo, i nerazzuri erano obbligati ai 3 punti con il Sassuolo. Risultati deludenti, in due 6 goal subiti, ma con due partite assolutamente differenti.

Il crollo della Lazio nel momento decisivo, Atalanta impressionante

Tanta aspettativa negli uomini di Inzaghi, che dovevano dimostrare di poter realmente vincere la Serie A, ma così non è stato. Premettendo che mancano 10 partite e 30 punti potenziali oltre che lo scontro diretto con la capolista, ma la sensazione avuta ieri è stata di una squadra negli undici qualitativamente da scudetto, ma con evidenti problemi di ripresa fisica. Ci si aspettavano delle difficoltà essendo la squadra costruita da Tare una delle più fisiche e di qualità della Serie A, ma in confronto all’Atalanta è sembrata molto indietro. Il risultato finale è di 3-2 per i bergamaschi, ma subito in rimonta da 0-2 dopo 10 minuti: una brutta botta.

Merito del risultato finale all’Atalanta, che dimostra che il piazzamento ai quarti di Champions non sono il frutto della fortuna. Una condizione atletica invidiabile che è uscita nel corso del match a discapito di una Lazio qualitativamente più forte. Quest’ultima paga la qualità dei ricambi e una condizione esauritasi dopo 30 minuti di gioco ad altissimi livelli.

Un Inter deludente con un solo punto da San Siro contro il Sassuolo

Come recita un detto “Se Sparta piange Atene non ride”, e la squadra di Conte deve disperarsi per i due punti persi. Dato il calendario favorevole, i nerazzurri erano chiamati a far punti da subito per continuare a credere al sogno Scudetto, ma così non è stato. Una partita opaca, cominciata in salita dal goal di Caputo e poi recuperata nel primo tempo. Nel secondo tempo anche qui il crollo fisico con un finale rocambolesco: pareggio di Berardi (2-2), nuovo vantaggio Inter con Borja Valero (3-2) e Magnani la pareggia al 90′ (3-3 finale).

Paga il turnover di Conte e una squadra anche in questo caso qualitativamente più scarsa rispetto all’11 iniziale, vedi il goal mangiato da Gagliardini a porta vuota. È qui la grande differenza tra la squadra di Inzaghi e di Conte rispetto a quella di Sarri. Se il primo è risucito però a dare negli anni un’identità, l’ex C.T. della Nazionale ancora non è riuscito ad amalgamare i componenti, idem per Sarri. Qualità nei ricambi, fiato, compattezza e motivazioni, questi saranno i fattori cruciali per queste ultime 11 partite di campionato. Intanto Lazio e Inter si fermano e la Juventus sorride a +4 dalla seconda.

Giacomo Leandri

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