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Intervenuto ai microfoni di Non è la Radio, l’ex sindaco di Amatrice, un amareggiato Sergio Pirozzi, descrive la situazione scolastica di Amatrice che, al momento, è ferma al palo, per la prima volta dal sisma.

“La scuola di Amatrice non si è mai fermata, nemmeno dopo il Sisma, oggi, mentre vedevo gli altri studenti entrare a scuola pensavo ai ragazzi di Amatrice che per la prima volta non sono potuti andare a scuola ma non perchè mancano i banchi ma perchè manca il personale scolastico”

A scuola ci sono i nuovi “banchi della Azzolina”?

I banchi sono quelli del post-sisma, sono nuovi, frutto delle donazioni degli italiani, abbiamo gli spazi adeguati ai nuovi parametri, non era necessario, è il personale scolastico che manca, c’è amarezza. Si ricordano di noi quando ci sono le celebrazioni

C’è stata la consueta parata di politici quest’anno ad Amatrice, il 24 agosto?

Sì, sono venuti, io non sono andato, continuano a dire che nessuno sarà lasciato indietro, le solite frasi fatte ma siamo quello che facciamo, non quello che diciamo

Forse per Amatrice e i comuni colpiti dal terremoto andava usato un occhio di riguardo

Sì, io mi rendo conto che le problematiche oggi sono tante però oggi chi è rimasto qui, chi ha figli e nipoti qui, lo fa per un atto di coraggio, io ho mia figlia qui. Qui una volta c’era l’ospedale, oggi non lo abbiamo più. Quando si perdono le certezze c’è sempre un risvolto psicologico, oggi abbiamo messo un altro tassello. Stona vedere le feste sui TG oggi i ragazzi, poi a Primavalle non ci sono i banchi, ad Amatrice non ci sono gli insegnanti e nemmeno il Preside.

Oggi tra l’altro si parla molto di smart-working e di favorire il telelavoro riportando la gente nei paesi bisogna anche garantire che i figli vadano a scuola

Io posso anche decidere di spostarmi in provincia se ho la connessione ma devo avere anche i servizi essenziali, come possono essere i servizi ospedalieri e le scuole, dal 2012 sto chiedendo per i presidi in “aree di frontiera” interne si andasse in deroga e diventassero degli istituti autonomi. Noi siamo ripartiti dopo il terremoto con tutte le difficoltà ma abbiamo sempre avuto il Preside e i docenti

Diamo alle persone le proprie responsabilità, di chi è la colpa?

A cascata, a partire dal Ministero fino alla Regione, ad Amatrice ci sono ragazzi che hanno problematiche particolari, che hanno bisogno anche di bisogno psicologico per i traumi e i lutti che hanno subito. Sono traumi che ragazzi e adulti si porteranno per tutta la vita, non si può ragionare solo con la legge dei numeri e su ciò che fa audience, in Italia abbiamo anche la scuola di Primavalle o la scuola di Amatrice che sono state abbandonate.

Nel momento in cui ci sono le telecamere c’è attenzione, quando si spengono le telecamere l’attenzione viene spostata altrove, ancora oggi i nostri ragazzi portano dietro i traumi del terremoto

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