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Sergio Pirozzi: le minacce di morte travalicano il sano sfottò calcistico

Sergio Pirozzi, classe ’65, marchigiano di San Benedetto del Tronto, uomo di valori e princìpi leali tipici delle persone di altri tempi, che ha da sempre riversato nelle sue due più grandi passioni, lo sport e la politica, negli ultimi tempi, proprio per lo sport è balzato, suo malgrado, agli onori della cronaca.

Per molti il burbero ma pragmatico Pirozzi è ancora quel Sindaco di Amatrice che veniva inseguito da tutte le televisioni, sporco e provato, a seguito dal terremoto che sconvolse il Centro Italia quella maledetta notte del 24 Agosto 2016, ripreso ed intervistato giorno e notte, senza però mai smettere un attimo di prodigarsi per dare conforto alla sua popolazione, sconvolta da una tragedia davvero inaspettata.

Non tutti sanno però che in parallelo con la sua attività politica, fatta più con gli scarponi da montanaro ai piedi che dietro una scrivania, ha da sempre camminato, con tutto un altro tipo di “scarpe da lavoro”, il Pirozzi allenatore di calcio, sicuramente per passione anche se dotato del patentino di allenatore professionista “UEFA B”

Ci racconti la tua esperienza nel mondo calcio?

Il calcio è stata la mia passione fin da piccolo, ho giocato tanti anni poi ho deciso, appena smesso, di voler allenare i ragazzi per mettere tutta la mia esperienza al loro servizio.

Ho iniziato nel 1995 con l’Amatrice calcio, ero responsabile del settore giovanile e del femminile, ed allenavo la prima squadra con la quale arrivammo fino alla promozione partendo dalla seconda categoria.

Era un gran bella realtà, in tutto si allenavano nel centro sportivo circa 100 persone… diciamo il 90% popolazione attiva di Amatrice

Poi feci altre esperienze, il Fiumicino, l’Ostia mare, la Sorianese, fino al Rieti che riportai in serie C dopo 60 anni, nella stagione 2004-05.

Fu per me un motivo di orgoglio pazzesco perchè avevo giocato proprio nel Rieti a cavallo degli anni ‘80-‘90 ricoprendo anche il ruolo di capitano.

Poi è arrivato il calcio che conta…

Mi chiamò l’Ascoli e mi affidò la Primavera, ricordo che vincemmo il girone battendo squadre come la Lazio, la Roma, il Siena etc.

In quell’anno al torneo di Viareggio ci fermammo ai quarti di finale, battendo prima l’Atalanta ma poi perdendo con l’Inter che all’epoca schierava campioni come Balotelli e Santon.

Successivamente passai con la prima squadra in serie B dove feci il vice allenatore prima di Nello Di Costanzo e poi di Vincenzo Chiarenza.

In quegli anni però ebbi l’opportunità di diventare il sindaco di Amatrice, la città dove sono nati i miei figli, per me una vera e propria seconda casa, e decisi di ridurre gli impegni calcistici, scesi infatti di categoria ma allenando squadre sempre molto importanti e qualificate come l’Aprilia, il Civitavecchia, il Palestrina per poi tornare a Roma, al Trastevere, chiamato dal Presidente Betturri, anche lui amatriciano, dove vincemmo il campionato di eccellenza ed salimmo in serie D.

Purtroppo poi è storia dei nostri recenti giorni, il pauroso terremoto del 2016 che mi costrinse ad abbandonare il calcio per dedicarmi alla mia terra.

Veniamo ai tristi fatti di questi giorni, quando sono cominciati i contatti con la Sanbenedettese?

Avevano perso una partita a dicembre scorso e mi contattarono per sapere se ero interessato ad andare ad allenarli nella prossima stagione.

Con il Presidente Renzi era tutto stato definito, come avevate letto dai giornali, poi è successo quello che sapete, un gruppetto di ultrà della Sanbenedettese, contrario alla mia figura, ha iniziato a minacciare me e la mia famiglia sui vari social.

Non mi sembrava un buon modo per partire con una nuova esperienza e nonostante fosse già tutti messo nero su bianco, anche per non mettere in difficoltà il presidente che tanto stava investendo in questa società, ho deciso di strappare tutto e di rinunciare all’incarico.

D’altronde, come ho sempre detto, il calcio per me è sempre stato prima passione e poi aspetto economico!

Ma è vero che quando andarono le prime famiglie terremotate in quelle zone già ci furono problemi con gli ultras?

Sono cose che ho saputo dopo, in quei momenti non avevo né il tempo né la testa per pensare a cose simili, dovevo aiutare la mia gente!

Ho saputo che qualche scritta sui muri contro alcune famiglie era stata scritta ma una o più mani sconsiderate non possono etichettare una comunità che ha accolto ottimamente gli amatriciani che sono dovuti andare ad abitare in quelle zone.

Andavo spesso a trovare i miei concittadini che mi raccontavano che si trovavano benissimo.

Non pensavi potesse succedere vista la rivalità con l’Ascoli?

È una rivalità che non pensavo esistesse ancora, non si incontrano da anni, io poi faccio il mister mica il tifoso! Anche Antonio Conte quando è andato all’Inter è stato contestato ma tutto nei limiti dello sfottò calcistico, è anche il bello del calcio no?

Questa sollevata di scudi è nei tuoi confronti o ci sono altre motivazioni?

Vita, lavoro e calcio ti insegnano tanto, potrebbe essere nei miei confronti in particolare, non lo escludo, penso però sia una contestazione partita da pochi ma molto rumorosi che però hanno vinto; molti loro concittadini mi hanno lanciato segnali di stima, come persona e come mister, tanti messaggi di affetto mi continuano ad arrivare per chiedermi di andare da loro ma come ho già detto ho preferito rinunciare per non creare disagio al presidente Renzi che, credetemi, sta investendo tanto.

La politica c’entra qualcosa?

Mi auguro di no anche se sono un esponente regionale di centrodestra; presi 154.000 voti come candidato a governatore per la lista civica legata al centrodestra, ora da Consigliere regionale sono passato nelle file di Fratelli d’Italia, ma non sono mai andato avanti a ideologie o diktat di partito, guardo sempre il bene dei cittadini senza vedere il loro colore.

Ho promosso tre leggi, approvate all’unanimità, come la legge sulla prevenzione sismica, unica in Italia, la riforma della protezione civile per accelerare gli interventi in caso di calamità e quella sui padri separati che spesso si trovano a dover affrontare difficoltà economiche enormi dopo le loro separazioni.

È al momento in discussione il nuovo testo unico della Regione Lazio sullo sport… come vedi sono leggi a favore di tutti e non certo di una certa parte politica…

Che strada prenderà Mister Pirozzi per la prossima stagione?

Ieri ho visto mio figlio che gioca con l’Amatrice in promozione ed ha anche segnato… “bello di papà”!

Sto in attesa di eventuali chiamate da altre squadre, nel frattempo studio il mondo del calcio, mi aggiorno, guardo tantissime partite del settore giovanile perché dobbiamo ritornare a far crescere i nostri giovani senza andare a prendere pseudocampioni in giro per il mondo.

Cerco una squadra con un progetto serio, ambizioso e stimolante visto che gli impegni politici mi portano a stare molto tempo lontano dalla mia famiglia e dalla mia gente, ne deve quindi valere davvero la pena, vorrei che fosse una bella sfida ma vorrei giocarla per poterla vincere…

Non ti mancherà l’occasione Sergio, ne sono sicuro!

Valerio Scambelluri

 

 

 

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