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“Mi sentivo come nella serie tv Lucifer”. Il reo confesso dell’omicidio di Chiara Gualzetti, la ragazza di 16 anni uccisa e trovata cadavere a Monteveglio, nel Bolognese, a qualche centinaia di metri da casa, era rimasto ossessionato dalla serie tv Netflix. Lo ha raccontato lui stesso davanti ai carabinieri mentre parlava dei suoi demoni. Demoni che cominciavano a emergere anche nelle sedute con la psicologa che lo seguiva. Mercoledì, in tarda mattinata, l’interrogatorio di convalida dell’arresto. Al suo fianco l’avvocato Tanja Fonzari, che dice: “Risponderà alle domande, spiegherà la sua versione, poi un giudice deciderà. È un ragazzo scosso, agitato, che sta prendendo coscienza di quello che è successo. L’altro ieri mattina era con gli amici, faceva quello che fanno tutti i teenager, sicuramente non era consapevole di cos’era successo”.

La ricostruzione del Messaggero parla di un giovane confuso, che si era isolato, chiuso in se stesso e che provava rabbia verso gli altri. Secondo la Repubblica, il suoi coetanei lo descrivono come un tipo tranquillo, con atteggiamenti da “bulletto” ma non violento. E strano. “Avrei voluto che il demone uccidesse me. Avrei preferito morire io – ha raccontato la nonna, come riporta il quotidiano -, per lui mi sarei buttata nel fuoco. Aveva iniziato un percorso con la psicologa, ultimamente aveva degli scatti di rabbia ma non aveva mai fatto del male a nessuno. La madre aveva ritenuto opportuno cominciare un percorso per capire. Non lo so cosa sia successo. Non parlava di quei demoni in casa ma so che voleva approfondire questo discorso con la psicologa. Ma non ha fatto in tempo”.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, invece, pochi giorni prima della tragedia, il giovane aveva anche detto a un parente: “Domenica ucciderò una ragazza”. La Procura per i minorenni di Bologna guidata da Silvia Marzocchi sta valutando di disporre una consulenza psichiatrica per il giovane. “E’ ovviamente dispiaciuto nei confronti di tutti. La famiglia della vittima merita cordoglio e vicinanza. Anche la famiglia di questo ragazzo è distrutta”, ha detto l’avvocato del ragazzo.

Da parte sua il legale della famiglia di Chiara Gualzetti, l’avvocato Giovanni Annunziata, ha definito “disumano” e  “feroce” il delitto, spiegando che “c’è la premeditazione che è un elemento da non sottovalutare, è una condotta che definire disumana è poco, è un atto di ferocia pianificato e concepito prima, studiato e sviluppato in tutte le sue dinamiche”. E, sostiene il legale, nell’assassino “non c’è follia. Dalla ricostruzione emerge una persona che ha la lucidità di cancellare le chat come nulla fosse accaduto”.

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