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Il mondo guarda indignato all’episodio di Parigi e punta il dito verso Sebastian Coltescu, il quarantatreenne direttore di gara rumeno, che con il suo presunto atteggiamento razzista avrebbe dato il via ad una delle serate più tristi della storia della Champions League.

Il presidente Aleksander Ceferin e tutti i massimi dirigenti UEFA, sarebbero diventati rossi dalla vergogna, loro che del motto ‘Not to Racism’ ne hanno fatto una bandiera ormai da diversi anni.

Ma quale sarebbe la frase incriminata di questo novello membro del Ku Klux Klan, Sebastian Coltescu?

Nella fase iniziale di Paris Saint Germain – Istanbul Basaksehir di Champions League, Coltescu, per richiamare l’attenzione dell’arbitro, in merito all’espulsione di Pierre Webo, assistente del tecnico dei turchi, per comportamenti irrispettosi verso il direttore di gara, lo avrebbe etichettato “negro”.

La colpa del collaboratore del direttore di gara è stata quella di aver indicato all’arbitro, Webo con un epiteto apparentemente razzista: “om negru”, tale frase è stata ascoltata dalla panchina degli ospiti, scatenando una reazione a catena. Prima la formazione turca, e poi quella di casa hanno deciso di abbandonare il campo.

Nella realtà però Coltescu, stava semplicemente indicando all’arbitro quale persona doveva espellere, in una panchina composta prevalentemente da uomini bianchi, Webo era l’unico di colore, e a domanda dell’arbitro su quale fra quelli fosse il colpevole, Coltescu ha indicato “l’uomo di colore” che in rumeno si dice “om negru”, non c’era nulla di dispregiativo nella frase.

Se fosse stato l’unico biondo in una panchina di mori, avrebbe detto “l’uomo biondo”.

Purtroppo Coltescu è l’ultima vittima di una società malata succube di politicamente corretto, incartata su se stessa alla ricerca ossessiva di un linguaggio etico e sano.

Un episodio basato sul nulla cosmico sta scatenando reazioni, indignazioni, polemiche, articoli e servizi giornalistici mettendo in imbarazzo anche i cronisti che ora non sanno più come parlare, come accaduto ieri, durante Sky Sport 24

 

Per la cronaca, la partita sospesa si è disputata il giorno dopo e Webo, graziato dalla UEFA che si è scusata per l’onta subita si è accomodato tranquillamente in panchina, nonostante l’espulsione del giorno precedente. La partita, finita 5-1 per i francesi del PSG ha visto prima del fischio d’inizio i giocatori di entrambe le squadre inginocchiarsi, pugno alzato, in segno di solidarietà con la campagna anti-razzismo “BlackLivesMatter”, il tutto voluto dal carrozzone buonista e politicamente corretto chiamato UEFA.

La coscienza è stata lavata e Sebastian Coltescu sacrificato in quanto vittima designata di questo mondo malato.

Inutile perdere tempo a spiegare a ignorati accecati dall’odio buonista e dal politicamente corretto che Coltescu, stava parlando semplicemente la propria lingua. E’ una battaglia persa, anzi, che hanno vinto loro.

Leonardo Orsi

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