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Una terza puntata all’insegna dell’incontro, tra cantanti ma sopattutto tra popoli. Bilancio molto positivo per una serata a cui è stato dedicato moltissimo tempo alla musica, un po’ per il grandissimo numero delle esibizioni e un po’ per il minor numero di ospitate. Sono comparsi sul palco di Sanremo personaggi illustri del panorama italiano come Roberto Benigni ed è stato aperto un consistente spazio anche ad artisti di fama internazionale. Tutti però con un curriculum legato alla Terra dello stivale.

Spartiacque della serata un magistrale Roberto Benigni che sceglie come canzone Il Canto dei cantici. Porta alle orecchie del pubblico il pezzo probabilmente più scandaloso tra quelli ascoltati fin’ora al Festival. L’incanutito premio Oscar duella con le parole della Bibbia e regala l’immagine più veritiera e scabrosa dell’amore. Dopo tutto questo cantare di amore ci si potrebbe infatti chiedere se le turbe del cuore non siano diventate commerciali come il Nutella stage.

Una giuria di “professori”

Per questa terza puntata, la giuria demoscopica è stata sostituita dai “professori”. Il corpo dell’orchestra del Festival è riuscito infatti ad esprimere competenza ed esperienza, laddove il criterio della composizione della giuria delle altre serate ricorda un po’ quello dei sondaggi politici SWG. Ve l’avevo detto che Sanremo è il migliore exit poll sullo stato degli umori italiani.

Duelli…

Partendo proprio dalla classifica di fine serata troviamo all’ultimo posto la beffardissima esibizione di Morgan e Bugo con Canzone per te di Sergio Endrigo e Roberto Carlos. Duello più che duetto. Fa sorridere il piatto freddo della vendetta servito da coristi e musicisti. I giorni scorsi infatti l’ex compagno di Asia Argento aveva paventato un suo forfait a causa della scarsa possibilità di provare. La strategia di attrazione mediatica sul suo conto è durata giusto fino al tempo prima che salisse sul palco. Una performance pianistica veramente magistrale che sarebbe rimasta cristallizzata nel tempo se solo non avesse cercato di rubare continuamente la scena canora al compagno da lui stesso scelto. Mancanza di prove o mancanza di umiltà si potrebbe obiettare. Fatto sta che il suo inframezzo di direzione d’orchestra assomiglia più ad un sortilegio di bacchetta di Harry Potter. La prossima volta lascerei fare il mestiere a chi compete, perchè la giuria non si lascia ingannare.

E duetti

All’undicesima posizione, ahimè, troviamo Raphael Gualazzi con Simona Molinari. Una performance che ricorda Lady Gaga e Tony Bennet in That Lady is a Tramp, per eleganza e raffinatezza. I due giovani racchiudono lo spirito del soul in un’atmosfera avulsa dal tempo. Il pianoforte a coda del musicista Jazz si unisce alla soavità della voce di Molinari e ritaglia un’immagine anni ’50 di due divi della Hollywood alla ribalta. Un vero duetto, se questo era proprio l’oggetto di valutazione della serata. Ed anche Diodato e Nina Zilli ci regalano momenti di puro piacere. Questo incontro consacra la musica come unione di presenza scenica e voci complementari. I due si muovono sul palco in mosse immortali. Si calano in abiti scenici di estrema eleganza: dalla giacca rossa di Diodato che ricorda un omaggio alla causa di Una, Nessuna Centomila alle maniche a palloncino di Zilli. Sonorità vintage dell’arrangiamento e twist finale dei due ci regalano un’esibizione veramente incommensurabile che troviamo alla quinta posizione.

La più alta pagina trash della televisione italiana

Ma non dimentichiamoci anche di ciò che rimarrà alla storia come la più alta pagina trash della televisione italiana. Alla penultima posizione troviamo Myss Keta ed Elettra Lamborghini. Dispiace che non si potesse stilare una classifica degli Oscar per le peggiori qualità canore, sicuramente in pole position sarebbe arrivato anche Achille Lauro. Le due sono la vera dimostrazione che a Sanremo non bastano corde vocali limpide e cristalline. Il duetto sembra infatti più una comparsata ubriaca al Karaoke bar di Milano. Immaginate la scena: Cinque di mattina, peperonata e ciambelle al bar della stazione. Gli occhiali da sole che nascondono le occhiaie della notte brava. Ad ogni modo vince il bacio alla Magritte. Con l’appunto che se entrambre avessero avuto un bavaglio sarebbe stato tutto più “pazzesko”. O forse omaggio a Madonna e Britney Spears. Chi lo sa, fatto sta che i professori non sono ancora pronti per accogliere cotanta innovazione.

Nonni e nipoti

Inaspettatissima quarta posizione per Anastasio, che sceglie la PFM come compagno di scena. Un brano come Spalle al muro che regala finalmente un vero incontro intergenerazionale. Un pezzo che racconta la paura di essere messi da parte, la forza interiore che resiste e si scontra con una tempra del fisico sempre più debole. E seppur il rovesciamento del giorno d’oggi vuole che il giovane rimanga in seconda fila, scoperto e precario, mentre in prima fila siedono gli ologrammi dei personaggi noti del passato. Ecco che in una sola esibizione riescono a rendere l’unione sacra delle stagioni. Quando una generazione insegna e dà forza alla successiva, lasciando anche il passo quando ormai si è esaurito il proprio compito.

Cosa che invece non riesce a rendere il duetto di Ornella Vanoni (o ciò che ne rimane) ed Alberto Urso. Un vecchio che canta assieme ad una nonna. E per carità, senza nulla togliere ai fasti del passato della carriera della Vanoni, forse ad un certo punto è meglio ritirarsi in pensione. Le mosse ingessate di entrambi ricordano la prima edizione del Festival di Sanremo. Stupisce infatti come Urso abbia potuto vincere la diciottesima edizione di Amici. Probabilmente sulla scia del grande successo delle voci tenorili de Il Volo. Qualche volta sembra che qui in Italia vinca più l’immagine che gli altri hanno di noi all’estero, tra Pavarotti e mozzarelle, piuttosto che il rinnovamento che cercano di portare altri giovani.

Amadeus più imbarazzante di Fiorello

Un piccolo inciso va alla conduzione di questa sera. Momenti di puro imbarazzo e compassione per un Amadeus che accoglie Giorgina Rodriguez, fidanzata del numero 7 della Juventus. Le qualità linguistiche di Amadeus sono paragonaibili ad un discorso di Renzi in Inglese, per intenderci. Lei simpatica e bellissima ma assolutamente inadeguata al di là della presenza scenica. Inquadrature continue a Ronaldo nel corso della serata. Come per far intendere una supervisione accurata del fidanzato ad ogni mossa della compagna. Avrà una sua indipendenza esistenziale la modella, oltre ad aver fatto un passo indietro rispetto a Ronaldo? La direzione RAI vuole farci credere di no. Il direttore artistico del Festival ci risparmia grazie a Dio qualsiasi suo monologo e la lancia in una spettacolare performance di Tango.

Claudia Comandini

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