Matteo Salvini chiama in piazza i suoi sostenitori il 19 ottobre. Il leader della Lega e del Centro-Destra sembra aver già incassato il duro colpo che gli è stato inferto in questi giorni. Convinto dalle telefonate con Zingaretti, con Renzi e dal redivivo Verdini, si era fidato nell’innescare la crisi di governo che ha portato alle dimissioni di Conte. “Mai con i 5Stelle” diceva il Partito Democratico, “Mai con il Partito di Bibbiano dicevano i 5Stelle.” Ed ora eccoli pronti a sostenere la fiducia al Governo Conte-Bis. Poco importa se i due Leader Zingaretti  e Di Maio dovranno perderci la faccia. Il “Partito di Repubblica” ha fatto cambiare idea al Segretario del PD, quello “di Palazzo dei Marescialli” ha fatto cambiare idea al capo politico dei 5Stelle.

“Sono pronto a guidare l’opposizione, ci vediamo il 19 Ottobre in Piazza, contro questo governo”. Queste sono state le sue ultime parole da Ministero dell’Interni, rilasciate poco prima di lasciare il Viminale. Oggi “il capitano” come lo chiamano i suoi sotenitori, sembra voler rincuorare la sua squadra da questa prima sconfitta, ricevuta “a tavolino” e non nelle Urne, però. L’amaro in bocca rimane per l’occasione persa? Assolutamente No. non avrebbe avuto senso continuare un esperienza di Governo dopo i tanti No ricevuti dalla Lega sul programma che avrebbe voluto portare avanti. Un punto su tutti la Flat Tax. Tria ex ( e futuro ministro all’economia) aveva detto di no. La riforma delle Banche? un altro no. La concreta applicazione del decreto sicurezza bis? ancora no. Troppi No. Allora meglio l’opposizione ed aspettare che il Governo Giallo-Rosso, si logori su questioni come la TAV, o la manovra finanziaria.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha raggiunto il suo scopo. Per due anni ha cercato con tutte le sue forze prima di impedire il formarsi del governo, rifiutando la nomina di Savona. Poi di infiltrarlo con dei Tecnici nei ministeri più importanti, Difesa, Economia, Esteri che rallentassero l’azione di governo e marcassero stretto Salvini, Garavaglia,Giorgetti e i 5Stelle più vicini alle  originarie posizioni di anti-establishment.

Ultimo scoglio da superare il voto in Parlamento. Perché i due partiti che hanno il loro marchio di fabbrica  nella consultazione della loro base sulla scelte da fare, questa volta non chiederanno il permesso a nessuno. O meglio eseguiranno degli ordini.

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F.D.G.

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