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Un gesto che fa discutere e non poco. Salvini, nella periferia di Bologna, durante la sua campagna elettorale per promuovere la Borgonzoni presidente, citofona ad un tunisino e chiede davanti le telecamere “lei spaccia?”.
Ritengo che tutto ciò non sia una scena comica, ma un fatto d’immensa gravità. È ulteriormente incredibile come tutto ciò sia avvenuto a favor di telecamere e giornalisti, che di fatto, non solo hanno legittimato il gesto, ma hanno lasciato fare che Salvini delegittimasse lo stato di diritto.

Credevo fossimo in uno stato di diritto dove la colpevolezza di una persona viene accertata attraverso un equo processo. Qui si è tornati al medioevo a favor di propaganda. E la cosa è abbastanza preoccupante.

Lungi da me difendere spacciatori (ammettendo che lo sia, questo è da vedere), se fossi quel cittadino, sarei già andato a fare una bellissima denuncia per diffamazione, non essendosi il leader della Lega neanche preoccupato di dire nome e cognome. Tutto ciò davanti alle telecamere e milioni di italiani che hanno visto la scena in onda nelle tv italiane e internazionali e che hanno ricondiviso la scena su tutti i social.

Molto ironicamente mi verrebbe da citofonare a casa di Salvini per chiedere “Scusi, in casa c’è un indagato per abuso d’ufficio e sequestro di persona, nonché leader di una associazione con debiti verso lo Stato per 49 milioni?”. Se questa è l’Italia che si prospetta la situazione oltre che preoccupante è estremamente imbarazzante. Che tristezza veder l’Italia in mano a dei politici ai quali non non interessa altro che la mera propaganda.

Fa sorridere pensare come Salvini sia entrato nelle vesti del tanto discusso quanto mal visto Vittorio Brumotti di “Striscia la notizia”. Mi chiedo però se l’ex Ministro dell’interno avrà lo stesso coraggio di citofonare in Calabria e chiedere “siete camorristi?”.

Dovremmo aspettarci anche questo? Chi lo sa, al fine non c’è mai peggio. Le immagini di ieri fanno pensare come forse si sia toccato il fondo della propaganda e della politica italiana.

Giacomo Leandri

 

 

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1 COMMENT

  1. Considerazione pienamente condivisibile. Siamo allo sdoganamento, con la complicità di una parte significativa dell’informazione mainstream, del malpancismo di quartiere, alla delazione pubblica, alla caccia all’untore. Lo Stato di Diritto è un’altra cosa. La propaganda politica scende e sfiora nuovi aberranti abissi. Nulla di buono all’orizzonte.

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