Salvataggio

La prima metà della stagione balneare 2019 ha visto un alto numero di interventi da parte degli Assistenti Bagnanti e dei Bagnini di Salvataggio che sorvegliano le spiagge elbane.

Sono frequenti, purtroppo, le notizie di annegamenti, a danno sopratutto di bambini in tenera età, che arrivano da ogni parte d’italia.

Il caldo estremo e l’affollamento delle strutture turistiche aumentano le probabilità di incidenti in acqua. Abbiamo richiamato gli operatori alla massima attenzione.

Andrea Tozzi, Coordinatore FIN Salvamento Isola d’Elba ricorda ai gestori delle strutture balneari che durante l’orario di balneazione (9-19) l’unica occupazione dell’Assistente Bagnanti dovrà essere quella di prevenire (attraverso informazioni, consigli e richiami) ogni eventuale incidente ed in caso di necessità, intervenire con la massima rapidità ed efficacia, senza essere distratti da altri tipi di impegni.

“A tale fine prepariamo i nostri brevettati, che acquisiscono competenze specifiche sul piano natatorio e delle tecniche di primo soccorso. Il nostro ambito è in via prioritaria quello dell’intervento in mare e per questo i parametri studiati dalla commissione medico-scientifica della FIN Salvamento possono differire in parte dalle informazioni comunicate durante i generici corsi di aggiornamento BLS-D tenuti all’Elba da altre associazioni. In particolare voglio rassicurare i nostri operatori sull’importanza e l’efficacia di un corretto BLS, comprensivo delle indispensabili insufflazioni, in grado di assicurare l’ossigenazione dei tessuti fino all’intervento del defibrillatore e del 118. Defibrillare un corpo rimasto in stato asfittico per oltre 5 – 6 minuti ha minime probabilità di successo. Sull’uso dei presidi medico-chirurgici e gli strumenti ad uso medico in dotazione alle concessioni in base all’Ordinanza per la Sicurezza Balneare della Capitaneria di Porto, il principio è quello della massima prudenza e dell’utilizzo in caso di reale necessità, come ribadiamo sempre nei nostri corsi di formazione: il pallone Ambu è sempre più efficace e sicuro della respirazione bocca a bocca che alternata nella frequenza 30-2 al massaggio cardiaco garantisce, soprattutto in caso asfittico, la sopravvivenza dei tessuti fino all’arrivo del 118 o del defibrillatore; i medicinali della cassetta di primo soccorso vengono messi a disposizione dell’autosomministrazione o di medici presenti in luogo; le bombole di ossigeno (monouso) si usano solo per arricchire a bassissima pressione l’aria inspirata attraverso mascherina o Ambu e solo in caso di assoluta necessità; l’emostasi praticata con legatura si pratica solo in caso di emorragie impossibili da contenere tramite tampone… etc.
L’Assistente Bagnanti è abilitato al primo soccorso nel suo ambito professionale e di fronte al pericolo di morte di un pericolante sa come utilizzare gli strumenti a sua disposizione. Qual’è la linea guida? La priorità del salvataggio della vita umana, contenendo al minimo il danno subito dalla vittima dell’incidente. Consiglio quindi ai nostri Assistenti Bagnanti di continuare ad operare serenamente in base alle procedure federali, mantenendosi aggiornati e sempre ben allenati. Le informazioni acquisite tramite i corsi di formazione gestiti da altri enti ed associazioni saranno un’utile integrazione quando non in contrasto con quanto appreso e praticato in ambito FIN Salvamento.”

 

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