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Anzio. Prima un teschio umano scarnificato, poi una busta nera interrata dentro alla quale sono stati trovati i resti fatti a pezzi del busto e del bacino di una persona, poi un secondo sacco, trovato poco distante sempre sotto terra, nel quale vi erano gli arti inferiori. Il macabro rinvenimento è stato fatto in un bosco di Lavinio da un ricercatore di funghi nella tarda mattinata di martedì 20 ottobre nell’area boschiva antistante la zona del Caracol del Comune del litorale nord laziale.

Un vero e proprio giallo quello che si sono trovati davanti i carabinieri della Stazione Lavinio Lido di Enea intervenuti in prossimità dello stradone Sant’Anastasio dopo la segnalazione choc di un uomo in cerca di funghi nel bosco di Anzio. Indicata al 112 la presenza di un teschio umano gli investigatori hanno poi trovato una busta dentro la quale c’erano le ossa del tronco superiore di una persona, con indosso una tuta dell’As Roma.

A distanza di pochi metri un secondo sacco nero, con la parte inferiore del corpo sezionato ed interratto nella busta. Un mistero sul quale stanno cercando di fare luce i Carabinieri della Compagnia di Anzio coordinati dal Capitano Giulio Pisani. Sono infattti molteplici i nodi da sciogliere per fare luce sul caso.

Impossibile da identificare, secondo un primo esame del medico legale il corpo potrebbe appartenere ad una persona (da accertare ancora se uomo o donna) di età compresa fra i 30 ed i 60 anni. Così come non è stato possibile dare una data al seppellimento del corpo, che potrebbe essere stato sezionato e seppellito nel bosco di Anzio fra i due e gli otto anni fa.

Dunque un vero e proprio cold case, con i resti del corpo che sono stati trasportati presso l’istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata. A dare una prima risposta sull’identità del corpo potrebbero essere l’esame autoptico e l’esame del DNA. Tanti i punti interrogativi al vaglio degli investigatori, a partire dal sesso e dall’età della vittima. Resta inoltre da compredere se si sia trattato di un efferato omicidio. Al momento l’ipotesi al vaglio è solo quella di occultamento e distruzione di cadavere. L’inchiesta è affidata alla Procura di Velletri nella figura del Sostituto Procuratore Giuseppe Travaglini.

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