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La propaganda vaccinale della Regione Lazio aveva annunciato vaccinazioni a tamburo battente anche nei giorni festivi. Nei centri vaccinali del Lazio si sarebbe dovuto proseguire con le somministrazioni come nei giorni feriali. Qualcosa però è andato storto e quest’oggi a Tor Vergata è successo l’imprevedibile, che nella situazione attuale provoca anche rabbia. Quaranta persone si sono presentate presso il centro vaccinale di Roma Tor Vergata per ricevere la loro ma hanno trovato chiuso.

Le quaranta persone non sono state informate, non un avviso sul telefono, una mail o una lettera che dicesse loro di non presentarsi. Non un cartello affisso all’esterno dell’ingresso, non un addetto che desse spiegazioni sulla chiusura del centro vaccinale. L’unica persona che, come sempre, presidiava l’ingresso era una guardia giurata che non era a conoscenza della situazione e non ha potuto dare nessun tipo di informazioni. Comprensibile la rabbia di chi, nel giorno di Pasqua, si è recato a Roma Tor Vergata per ricevere il vaccino e ha trovato chiuso senza nemmeno aver avuto una piccola spiegazione. Eppure, come hanno lamentato molti di quelli che, furiosi, si sono presentati per ricevere la loro dose, appena tre giorni fa sui loro telefoni è arrivata la conferma della prenotazione e dell’appuntamento per il giorno di Pasqua.

Un’attesa estenuante nell’atrio del policlinico universitario di Roma inutile per le quaranta persone che speravano di festeggiare la Pasqua con la prima o la seconda dose della vaccinazione e, invece, nonostante il viaggio effettuato, sono dovute tornare indietro a mani vuote. Dei medici addetti alle vaccinazioni nemmeno l’ombra, nessun addetto dell’Asl a spiegare perché, nonostante la conferma della prenotazione, non sia stato possibile vaccinare. Tra i quaranta prenotati c’erano molti anziani, addirittura una signora di 100 anni che si era recata a Tor Vergata con suo nipote Andrea, che ha raccontato la disavventura al quotidiano Leggo: “Non c’era un medico, un infermiere, un amministrativo. Ospedale deserto. Hanno chiuso il centro vaccini senza la premura di mandare un sms, una email, fare una telefonata. Non hanno neanche stampato un cartello da affiggere all’ingresso“. Comprensibile la delusione della centenaria, che ha effettuato un viaggio a vuoto con la speranza di ricevere il vaccino.

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