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Vigili al campo rom di Castel Romano. Questa mattina personale della polizia Locale del reparto Tutela ambientale e urbanistica e del Comando generale ha dato esecuzione al sequestro preventivo emesso dal Tribunale sull’area. È interessata tutta la baraccopoli sulla via Pontina e alcune zone limitrofe dove nel tempo si sono formate vere e proprio discariche abusive. Parliamo di circa 65mila metri quadrati all’interno della riserva naturale di Decima Malafede.

Il sequestro è scaturito a seguito di una lunga e complessa attività d’indagine con ipotesi di reato in violazione degli articoli 256 e 256 bis del Testo unico ambientale (combusione illecita di rifiuti). L’autorità giudiziaria, titolare delle indagini, ha disposto che la polizia Locale vigili sulle operazioni di custodia e bonifica che verranno attivate.

“Ancora una volta viene alla luce il lavoro, spesso oscuro e silente che quotidianamente viene svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia Locale in contesti investigativi ed operativi sempre piú legati a fenomeni emergenziali e di sicurezza della salute pubblica” commenta il coordinatore romano di Ugl Marco Milani. “Auspichiamo che quanto prima queste mutate esigenze d’intervento, portino ai giusti riconoscimenti, da parte di amministrazioni e Governo, delle peculiarità della categoria”.

I riflettori sul campo di Castel romano

È l’ennesima puntata della vicenda che interessa il campo rom di Roma sud. Qui i continui roghi tossici e lo sversamento illecito di rifiuti (per quanto presenti da anni) ha acceso nelle ultime settimane i riflettori e occupato i racconti delle cronache cittadine. Il centrodestra chiede da tempo lo sgombero delle baracche e la Regione Lazio, a guida Pd, ha firmato un’ordinanza che lo impone al Comune insieme alla bonifica. Comune che da parte sua aveva già fatto partire l’iter per lo smantellamento dell’area F del campo entro il 10 settembre, quella più critica per i continui incendi e il malfunzionamento del depuratore.

Un’accelerata significativa rispetto a quanto previsto per il campo dal piano rom voluto da Virginia Raggi nel 2017. Lo sgombero in realtà era in programma in due anni. Un tempo lungo ma necessario per poter garantire gli aiuti alle famiglie che abitano all’interno, circa 250. Ora però con il sequestro cambia tutto e si aprono una serie di interrogativi specialmente per quanto riguarda il destino dei residenti del campo.

Fonte: Romatoday.it

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