La Certosa Inclusiva 3D
La Certosa Inclusiva 3D

Nella puntata di ieri di Fatece Caso, abbiamo avuto ospite Tonino Palladino, promotore del Progetto La Certosa Inclusiva, un progetto ambizioso che sarà il primo in Europa nel suo genere, da un punto di vista sociale e di tecnologie applicate nella realizzazione e nella sua funzione finale.

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Abbiamo un ospite d’eccezione, accanto a me c’è Tonino Palladino, buonasera e benvenuto. Lo abbiamo invitato perchè abbiamo scoperto tempo fa che sta portando avanti un progetto davvero ammirevole, ce lo vuoi de scrivere in due parole?

E’ un progetto dedicato alle categorie deboli ed è un luogo dove le differenze diventano normalità e creeranno futuro, innovazione, occupazione e qualità della vita.

Il progetto si chiama Certosa Inclusiva e servirà a rendere migliore la vita a chi ha delle disabilità, come nasce questa idea?

L’idea nasce in famiglia, perchè faccio parte di un nucleo con disabilità a casa, la mia prima figlia Marianna, dopo aver conseguito gli studi e gli esami nella facoltà di architettura mi chiese cosa ne pensassi della sua tesi e le dissi di pensare a un luogo dove le diversità diventano normalità. A pochi giorni dalla discussione della tesi mi resi conto che per quello che aveva realizzato, per la discussione, era necessario un proiettore perchè aveva fatto un progetto in cui questo si realizzava e l’aveva chiamato La Certosa.

La Certosa nasce intorno all’anno mille ed aveva funzione di incontro tra coloro avessero difficoltà, era un modo di integrarsi completamente libera da qualsiasi fattore esterno.

Ho preso questa tesi di laurea e l’ho modificata in alcune cose, aggiungendo al suo nome il termine Inclusivo, perchè dobbiamo includere all’interno di quello che è il nostro territorio, la nostra socialità, questo è l’unico modo di aiutare le persone deboli e i loro familiari.

Quindi Inclusivo e non Esclusivo, ci descrivi un po’ questo progetto?

Cominciamo dicendo che questo è un progetto che abbiamo presentato al VI municipio, nell’area di San Vittorino, che è l’ultimo lembo del Comune di Roma. Tutto il municipio ha votato all’unanimità questo progetto. Dopo due mesi il municipio ha avuto l’idea lungimirante, intelligente di cambiare l’area dove volevamo realizzare quest’opera. Un’area di Roma periferica, 22 ettari che oggi sono destinati a discarica abusiva. Quindi piano piano, insieme al municipio, allo staff dell’assessore all’urbanistica Montuori e all’assessore del municipio Nicastro abbiamo tirato fuori tutte le soluzioni adatte a quel tipo di territorio, di socialità e di problematica che c’era, rigenerando il piano di zona, inserendoci in quattro quartieri ed elevando il concetto di inclusività all’ennesima potenza.

E come sarà strutturato questo progetto?

La mia esperienza di 21 anni di Papà di una ragazza con disabilità mi ha portato a conoscere quasi 32 laboratori multidisciplinari, quindi abbiamo immaginato un’area con tutti i 32 laboratori aggiungendo Pet-Terapy e Ippoterapia, facendo una convenzione con un’associazione no-profit vicino a questa area.

Poi abbiamo un teatro con 500 posti nel quale è possibile fare musico terapia, arte terapia e addirittura cine terapia

Cioè, gli facciamo girare un film?

Gli faremo girare un film perchè l’ANEC del Lazio, ci metterà a disposizione materiali e attrezzature per far si che dopo un corso di formazione si crei un prodotto finito.

Certosa Inclusiva planimetria
Certosa Inclusiva planimetria

E’ previsto anche qualcosa per il Comune in questa zona in cui mancano scuole e asili?

All’interno di questo piano di zona manca buona parte di urbanizzazione e ci è stato richiesto che lì fosse costruito sia un asilo, una materna e una scuola elementare, noi abbiamo così pensato a questo polo didattico innovativo che sfrutterà tutte le innovazioni tecnologiche per far si che tutti i ragazzi possano avere le stesse possibilità di un bambino normodotato.

All’interno ci sarà anche un Parco Giochi e un Polo Sportivo di 3.500 mq coperto e 14.000 mq a sport attrezzato all’aperto.

Che capacità ha di assorbire ragazzi questa struttura?

Stiamo parlando di un’area di 21 ettari, questo ci permette di avere l’accoglienza di 1.500 disabili, 250 nuclei familiari, una casa famiglia di 152 posti e una genitorialità di 102 posti.

Progetto Certosa
Progetto Certosa

Quindi diventerà un punto di riferimento per tutta Italia?

Se vogliamo dirla tutta, diciamo che i nostri amici ci hanno dato l’opportunità di trasformare questo progetto in un qualcosa di innovativo a livello europeo. Abbiamo chiesto aiuto all’università di Tor Vergata grazie al Professor Medaglia, insieme al dipartimento all’agricoltura sociale abbiamo ottenuto gli orti urbani e le serre, dovete sapere che il VI municipio è una sorta di Silicon Valley Italiana che racchiude Tor Vergata, il CNR, la Banca d’Italia, l’Agenzia Spaziale Europea e tutta questa sinergia ci ha permesso di parlare anche con il Centro Nazionale Ricerche e 3 dipartimenti di impatto sociale, di psicologia e nutrizione ci aiuteranno affinché i dati raccolti siano validati e diventino una linea guida per chiunque volesse affrontare questo progetto.

Oltretutto non è innovativo solo come idea ma anche come realizzazione in sé, ho visto che si parla di ultime tecnologie costruttive e innovative, parliamo di fotovoltaico, abbattimento della dispersione di calore, di no-plastic, come siete arrivati così lontano nel futuro?

Con l’aiuto del CHOSE che è il Polo Solare Organico di Tor Vergata, con il Prof. Di Carlo che è un’eccellenza italiana nel fotovoltaico, abbiamo fatto sì che La Certosa Inclusiva diventi il più grande impianto fotovoltaico d’Europa inserito in un contesto urbano. Con i pannelli fotovoltaici organici riusciremo ad avere la possibilità di produrre il 44% di energia rispetto al 28% di quelli di vecchia generazione, inoltre una volta terminato il loro ciclo non saranno di impatto ambientale essendo biodegradabili e composti da molecole organiche.

Il fotovoltaico diventerà anche una soluzione dal punto di vista paesaggistico all’interno della nostra struttura.

Inoltre con l’aiuto di un’equipe del CNR abbiamo fatto sì che questo progetto diventi la più grande Smart-City dedicata al sociale in Europa.

Mi incuriosisce sapere, questa struttura quando sarà realizzata, come si comporterà, come un Campus Universitario?

Tutte le attività verranno chiaramente fatte in modalità di procedura di convenzione con il Comune di Roma che farà in modo di dettare tutte le modalità e stabilirà anche quali saranno i nuclei familiari ospitati. Quello che volevamo e abbiamo raggiunto è stato creare una città all’interno della Città con una modalità: Inclusività.

Quanto tempo ci vorrà per la realizzazione di questo progetto?

Noi abbiamo un team composto da 40 competenze che partono dagli architetti, ingegneri, fiscalisti, avvocati, esperti in economia e finanza e via discorrendo. Lo sforzo che ho chiesto loro è che immaginando in una soluzione progettuale, avendo a disposizione tutto e che in 18 mesi sarà finito e in 24 mesi sarà, appena dopo il 12simo mese saranno messe in funzione il 40% di tutte strutture.

E’ una cosa anche piuttosto rapida dunque?

Abbiamo invertito un paradigma: Non deve essere la politica a dire alle categorie deboli cosa noi ti daremo ma saranno categorie deboli a dire alla politica cosa noi chiediamo!

Grazie a Tonino Palladino, complimenti e in bocca al lupo per tutto!

 

 

 

 

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