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Repubblica racconta oggi, in un articolo a firma di Carlo Bonini e Marco Mensurati, una strana storia di calciomercato che coinvolge la Roma. Sull’affare che ha portato Ante Coric a Trigoria indagherebbe infatti la Guardia di Finanza. Un acquisto che alla Roma è costato circa 8 milioni di euro, per una riuscita sportiva che, al momento, risulta nulla. Una storia – raccontata oggi da Repubblica –  dove i soldi della compravendita passerebbero per curiose mani e fanno ancor più curiosi giri. Da Roma a Zagabria, da Zagabria a Cipro. E da Cipro di nuovo in Italia.

INCHIESTA – L’inchiesta della Finanza nascerebbe da un contatto del procuratore di Coric, che nella primavera 2019 torna ad affacciarsi a Trigoria per chiedere che gli vengano riconosciuti ulteriori 500 mila euro rispetto a quelli già percepiti per portare il centrocampista in giallorosso, poco meno di un anno prima. Il mediatore si chiama Giuseppe Cionci. In un’informativa della Finanza di Roma viene identificato come rappresentante “della società Cornersport Management Srl” della quale fa parte anche Pietro Leonardi, ex dirigente sportivo radiato, già coinvolto in svariate inchieste sportive e penali e soprattutto travolto dal crac del Parma prima e da quello del Latina poi . E spunta anche il parere di Salvatore Buzzi, il celebre indagato nell’inchiesta del ‘Mondo di mezzo’ scattata a Roma per la vicenda ‘Mafia Capitale’: “Cionci? E’ l’uomo dei soldi di Nicola Zingaretti”. E così alla Roma, nell’autunno 2019, vengono chiesti tutti i documenti relativi al trasferimento del croato: così le autorità italiane e quelle croate hanno cominciato una collaborazione che avrebbero evidenziato come nelle classe del club che Coric lo ha ceduto, si siano fermati solo 2 milioni di euro. I restanti vengono spacchettati tra Dubai e Cipro, anche se non è chiaro nella disponibilità di chi.

LE IPOTESI – La prima ipotesi avanzata dagli addetti è quella di un’operazione di riciclaggio di denaro: qualcuno avrebbe fatto in modo che la Roma pagasse all’estero il cartellino del giocatore con un valore gonfiato per poi vedersi restituire il surplus in nero. La seconda ipotesi è invece quella “politica” ed ha appunto a che avrebbe a vedere con il doppio ruolo di Cionci. Aspirante agente di mercato, ma contestualmente amico di Zingaretti e prodigo di rassicurazioni in quella primavera del 2019 sul destino del progetto di autorizzazione dello stadio in Regione.

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