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La sicurezza di chi ha già colpito chissà quante altre volte, la conoscenza del luogo nei dettagli e in particolare la consapevolezza che in quella baracca dei rom nascosta nel verde incolto c’era un bottino da oltre 50 mila euro.

Le armi in pugno, e, in caso di resistenza, martelli e spranghe a disposizione.

 

«Siamo agenti di polizia, dobbiamo perquisire tutto, fateci entrare». Italiani, esperti del crimine, con abiti civili, arrivati a bordo di un’auto, si sono finti agenti della polizia per penetrare senza problemi in uno dei tanti campi nomadi illegali, improvvisati, della periferia.

IL COLPO
Siamo a Roma Est, oltre il Raccordo, tra Lunghezza e la Prenestina, e precisamente in via Castel del Giudice dove c’è una sorta di baraccopoli finita nel mirino della banda che ha deciso di “indossare” le vesti di agenti di polizia per intimorire.

 

Le pistole erano in pugno e dopo qualche secondo i quattro finti poliziotti, senza esitazione, hanno indicato una precisa baracca e hanno chiesto di perquisirla. Sapevano che lì c’erano oggetti d’oro del valore di più di 50 mila euro. I nomadi non hanno fatto resistenza, solo qualche borbottio, dopotutto la banda era armata. Prima la presentazione («salve siamo poliziotti»), poi la richiesta di perquisizione, la minaccia delle armi e la razzia dei monili d’oro.

 

Le vittime della rapina sono rimaste spiazzate, atterrite. A loro non è rimasto altro che chiamare le vere forze dell’ordine del vicino commissariato. «Pronto? Finti poliziotti ci hanno appena derubato, erano armati e molto pericolosi, venite ad aiutarci…» hanno detto al telefono

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LE INDAGINI
Un vero mistero, al momento, l’identità dei banditi anche perché in zona le telecamere non sono molte. Ci sarà da chiarire anche la provenienza degli oggetti d’oro portati via dai banditi. Gli agenti che indagano sul caso stanno ricollegando lo strano colpo al campo nomadi alla periferia Est di Roma a un altro blitz avvenuto prima in un’altra zona della città. Siamo in via Tiberio Imperatore: stavolta il quartiere è l’Eur, Roma Sud insomma, ma con il Raccordo, alle 21 circa, non è così irreale pensare che si tratta degli stessi malviventi che dopo circa venti minuti hanno raggiunto Lunghezza.

Cosa è accaduto? Stavolta i quattro, sempre armati di pistola, hanno fermato un ragazzo sullo scooter e lo hanno rapinato. Gli investigatori stanno cercando di capire se possa trattarsi della stessa banda: sicuri, spregiudicati, armati. Intanto, i colpi a Roma continuano a consumarsi nel “rispetto” del coprifuoco che scatta alle 22. Da quell’ora le bande difficilmente circolano, ci sono troppi controlli, c’è il rischio di incappare in un blocco delle forze dell’ordine, mettendo così a repentaglio il colpo perfetto, quello consumato sabato sera dentro un campo nomadi.

Fonte: Il messaggero

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