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RISARCIMENTO DANNI CONTRO LA CINA

Girando su internet ci siamo imbattuti in una notizia curiosa, un avvocato romano pronto a sfidare giuridicamente un colosso come la Cina, rea, a suo dire, di aver diffuso l’ormai noto covid-19 in giro per il mondo.

Così, forte anche dell’inconsapevole sostegno del Presidente americano Trump, che ormai quotidianamente si scaglia, più di prima, contro la Cina per lo stesso motivo, l’avvocato Nico Lauro Grotto ha pensato di promuovere un’azione di risarcimento danni contro la Cina a causa del covid-19 e delle sue azioni omissive e commissive poste in essere ai danni del mondo e dell’italia

Avvocato ci spieghi il perche’ di questa sua iniziativa

Ho visto le lacrime versate ed il dolore diretto ed indiretto patito da tutti a seguito della propagazione della pandemia da covid19 in italia e nel mondo ed ho sentito il dovere di contribuire con qualcosa che potesse portare ad un conforto postumo di questa sofferenza, in modo che un giorno i nostri figli possano dire con orgoglio che i loro padri li hanno aiutati a costruirsi un futuro, che inizialmente era offuscato dalle tenebre del maligno ed apparentemente nascosto dall’incertezza assoluta e dal disastro economico generalizzato!

Ma lei sta accusando qualcuno in particolare?

No… e specifico subito il perche’!
sto solo basandomi sui dati di fatto che in italia e nel mondo abbiamo vissuto!

Ovviemente mi assumo la responsabilita’ di quanto ho riscontrato in perfetta buona fede e con la finalita’ dichiarata di contribuire a chiedere ed ottenere giustizia!

Perche’ ha scritto questo articolo?

Perche’ voglio riuscire a creare, con l’ausilio essenziale della famiglia dell’avvocatura nazionale, europea ed internazionale, un protocollo unico condiviso per consentire a tutti di proporre in modo fondato un’azione di risarcimento danni contro la Cina, magari chiamando in causa anche l’O.M.S., per tutti i comportamenti e le azioni omissive e commissive poste in essere ai danni del mondo e dell’italia

Avvocato … mi permetta, anzi mi consenta, la confidenza… era davvero lucido quando studiava e quando ha scritto questo articolo?

Lucidissimo, direi illuminato da un’ispirazione celestiale ed anche dalla presenza dall’alto del cielo di mio padre!

Dalla lettura dei giornali e da quanto scritto proprio in merito alle azioni che si stanno ipotizzando nel mondo ed in italia, non le sembra di essere arrivato in ritardo?

Assolutamente no, anzi, credo proprio al momento giusto per iniziare un cammino impervio, difficile, pericoloso ma necessario!

Avvocato, mi consenta ancora una volta, poiche non sto intervistando un poeta, sono curiosissimo di conoscere il suo pensiero!

Risulta a dir poco un “fatto notorio” che la Cina abbia sottaciuto al mondo la gravissima propagazione del virus covid-19 da fine novembre 2019 avvenuta nel laboratorio di Wuhan… ed azzardo ad aggiungere che lo ha fatto con una piccola e successiva complicita’ dell’O.M.S…

Perche’?

Perche’ non ha rispettato le prescrizioni sul “regolamento sanitario internazionale-rsi 2015”, ed indicate puntualmente agli articoli 6 e 7, avendo divulgato i dati del contagio al mondo ed all’O.M.S. in doloso ritardo ed in modo parziale e fuorviante, causando una pandemia mondiale con connessi contagi e decessi, oltre a gravissimi danni socio – economici.

Assai indicativo, poi, risulta il comportamento tenuto dalla Cina nei confronti del “primo medico” cinese, che aveva denunciato immediatamente il dramma pandemico, che è stato fatto tacere, poi riabilitato e poi morto a causa del virus covid19.

Dall’analisi attenta delle predette prescrizioni risulta che e’ previsto in modo perentorio il rispetto rigoroso di precise indicazioni comportamentali, cosi’ e’ scritto puntualmente:

“regolamento sanitario internazionale 2005 articolo 6 notifica direzione generale della prevenzione sanitaria – ccm parte ii – informazioni e risposta sanitaria -notifica all’oms, entro 24 ore dalla valutazione, con i più efficienti mezzi di comunicazione disponibili, tramite il centro nazionale per il rsi, degli eventi che possano costituire all’interno del proprio territorio un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, in accordo con lo strumento decisionale, nonché qualsiasi misura sanitaria adottata continua comunicazione all’oms delle informazioni sulla sanità pubblica disponibili e relative all’evento notificato in modo sufficientemente preciso e dettagliato (inclusi, se possibile, definizioni di caso, risultati di laboratorio, fonte e tipo di rischio, numero di casi e decessi, le condizioni che incidono sulla diffusione della malattia e le misure sanitarie adottate comunicazione, se richiesto, delle difficoltà incontrate e il sostegno necessario per rispondere alla potenziale emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale parte ii – informazioni e risposta sanitaria regolamento sanitario internazionale 2005 articolo 7 condivisione delle informazioni durante eventi insoliti ed inaspettati riguardanti la sanità pubblica. Nel caso in cui uno stato parte disponga di prove che confermino un evento riguardante la sanità pubblica insolito ed inaspettato all’interno del suo territorio, indipendentemente dall’origine o dalla fonte, che possa costituire un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, dovrà fornire all’oms tutte le informazioni relative alla sanità pubblica. in tale caso troveranno piena applicazione le disposizioni di cui all’articolo 6”) .

Secondo lei basta questo? Tutti abbiamo letto e ci siamo soffermati sul fatto che esistono serie e concrete problematicità sulla giurisdizione per adire ad un’azione di tale tipologia!

Si … e’ vero, ma e’ un “problema giuridico-formale e sostanziale” che definisco parvente e superabile!
Effettivamente, secondo molti colleghi e giuristi molto piu’ competenti e preparati di me esiste la giurisdizione – “apparentemente”– necessaria della corte internazionale di giustizia, organo delle nazione unite, davanti alla quale si dovrebbe incardinare, attraverso una denuncia alla corte penale internazionale, il giudizio, ovviamente attraverso una preliminare ed intesa indagine.

Ma come si riuscirebbe, quindi, a risolvere l’eccezione “scontata e direi fondata” del dato di fatto che il presidente Xi Jinping gode dell’immunità, cosi’ come tutti gli ambasciatori presenti negli stati del mondo, quindi anche in italia?

Si dovrebbe ipoteticamente percorrere, assieme a questa da me proposta, quella indicata come “possibile ma non facile”, ovverosia quella di istituire una commissione di inchiesta di esperti indipendenti, che dovrebbe operare per conto del consiglio di sicurezza delle nazioni unite, oppure sotto quella del consiglio dei diritti umani, ovvero di altro organismo internazionale legittimato a tanto.
Questa problematica è relativa al non piccolo “problema decisorio”, che investirebbe un qualsiasi stato, come l’italia, che intenda assumersi l’onere di incardinare un procedimento contro la Cina di fronte alla corte internazionale di giustizia.

Quindi niente “class action”, come si sta parlando in vari stai del mondo e come ha anticipato il codacons?

Al momento manifesto svariati dubbi sull’impostazione, assolutamente lodevole del codacons, di impostare “sic et simpliciter, solo come “class action”, una eventuale azione di risarcimento danni da covid19 contro la Cina, da incardinare davanti al giudice italiano.
Il “punto nevralgico” e di preliminare ed assorbente importanza da superare e’ quello di dimostrare la fondatezza della proposizione dell’azione di risarcimento dei sopra indicati fatti, atti e comportamenti illeciti commessi dalla Cina, dinanzi al giudice italiano.

Bene… come?

Premetto che per arrivare a tanto occorrerà un’indubbia, certa e forte sinergia tra l’avvocatura, simbolo della tutela del diritto degli uomini, la magistratura, garante del riconoscimento dei giusti diritti degli uomini, ovviamente con l’ausilio di consulenti specialisti medico-legali, di commercialisti preparati per indicare la quantificazione rigorosa dei danni patiti e patendi, e, non ultimo, del mondo dell’informazione e della politica.Ritengo che non possano essere opposte in modo fondato immunità di sorta da parte del rappresentante dello stato-cina in Italia, convenuto davanti al giudice italiano, in quanto si tratta di statuire sulla sussistenza di responsabilità connesse ad atti e comportamenti, commissivi ed omissivi, comunque illeciti, assimilabili, se non peggiori dei “crimini di guerra”, come risulta essere la pandemia mondiale causata dal coronavirus-covid19.
Perchè si deve sostenere decisamente che la pandemia da covid19, causata, propagatasi e dolosamente sottaciuta al mondo dalla cina e parzialmente dall’O.M.S. è peggio di un crimine di guerra!

Ricordo che durante una qualsiasi guerra vi è una situazione obiettiva di conflitto, che risulta, pero’, regolata da norme internazionali di “garanzia” per gli stati e per i popoli, ma in tempo di pace tale situazione non esiste e la responsabilità gravissima di avere determinato danni socio-economici, e di tutte le tipologie ad essi connessi, agli stati ed alle singole popolazioni del mondo non può e non deve trovare alcuna tipologia di esimente, scusante e/o circostanza dirimente, anche di rilievo giurisdizionale.
In ogni caso l’immunità non ha natura di “ius cogens” e, quindi, deve soccombere ogni volta che sia in conflitto con norme e principi che abbiano, comunque, natura inderogabile a tutela di diritti fondamentali.
Si può pretendere, appunto, la deroga all’immunità dalla natura dello ius cogens delle norme poste a fondamento, protezione e garanzie dei fondamentali diritti umani.
Si deve sostenere che non esiste lo scudo dell’immunità laddove si configura la responsabilità per la determinazione diretta e/o indiretta di una pandemia mondiale letale, che supera per gravità qualsiasi crimine di guerra.
Non può essere invocata la protezione speciale dell’immunità per gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale sanitario ed umanitario, laddove si possono configurare e si configurano azioni peggiori dei crimini di guerra, cioè il crimine “manifesto” contro l’umanità: sempre sul punto e “ad adiuvandum” si devono fondatamente ricordare e fare proprie tutte le prescrizioni a tutela dei diritti contenute nella “convenzione di ginevra del 1949”.

Basterebbe questo per superare le predette problematicita’ ed impostare la sua azione risarcitoria?

Devo necessariamente aggiungere, per la completezza del ragionamento, che l’azione dovra’ essere proposta conformemente alle prescrizioni contenute negli articoli 2043 e 2697 c.c..
Aggiungo, inoltre, che l’interpretazione dei precedenti giurisprudenziali della suprema corte di cassazione e della corte costituzionale, che hanno affrontato e risolto,ad esempio, la fattispecie del risarcimento danni per crimini di guerra proposta dall’italia contro la Germania, si può e si deve “adeguare al meglio” a questa nuova e tragica situazione, creando giurisprudenza innovativa, che si fonda su una richiesta sacrosanta, e non su un’azione meramente strumentale e/o vendicativa, che si basa sui presupposti tecnico-giuridici appena indicati del risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., in quanto tali presupposti esistono nel diritto e nella giurisprudenza in ogni stato del mondo, soprattutto in italia!
Ciò perche’ i presupposti in fatto ed in diritto, voluti dall’articolo indicato, che indica la “responsabilità aquiliana”, risultano rispettati laddove si prende atto, appunto, del cosciente e doloso ritardo nell’avere comunicato, come già detto, all’O.M.S. tale situazione, essendo lo stato cinese ed il presidente Xi Jinping al corrente del dramma del contagio letale.
Azzardo, ancora, nel dire che il presupposto dell’atto illecito doloso e coscientemente omissivo posto in essere, sembrerebbe, anzi risulta esistere in modo incontestabile ed oggettivo.
L’azione si dovrebbe fondare, quindi, sul presupposto della conoscenza indubbia della delicatezza che impone la gestione di un laboratorio, nel quale viene studiato e coltivato un “virus letale”, sulla necessaria presenza di tutti gli accorgimenti posti a tutela della sicurezza a che tale virus non esca dal laboratorio, sulla conoscenza del fatto che tale virus “era uscito dal laboratorio”, nonostante le necessarie precauzioni adottate, che si sono dimostrate inidonee, e sul fatto che aveva da tempo infettato moltissime persone, non solo in cina, e che tali persone erano state la fonte del contagio di tantissime altre persone sparse nel modo: circostanza aggravata dal fatto che la cina abbia fatto uscire dai suoi confini i cittadini infetti, già ammalati o portatori sani e non abbia messo subito in atto gli accorgimenti necessari, imposti a tutela della salute nazionale e, soprattutto, mondiale.

Occorre indicare altro?

Assolutamente si! L’interpretazione dell’art. 2043 c.c. deve essere eseguita in modo “costituzionalmente orientato”:
tale azione deve essere confortata dal fatto che l’azione di risarcimento danni viene proposta, in quanto vi è stata la violazione dei principi fondamentali a tutela de diritti previsti negli articoli 2, 10, 1 e 2 comma, 24, 1 comma, 25, 1 comma, 32, 101, 111, 6 e 7 comma, 117, 1 comma, la lettera a) la lettera l e la lettera m) della costituzione italiana.
Sempre per quel che interessa, quindi, la proponibilità dell’azione davanti al giudice italiano, indico la nota giurisprudenza, rappresentata dalla sentenza n. 238/2014 della consulta e dalla sentenza n. 43696/2015 della corte suprema di cassazione civile, per giustificare la fondatezza di questa azione.
A conforto di un’ulteriore giurisprudenza, la cui applicabilità si deve pretendere nelle ipotesi in esame, è anche quella contenuta nella sentenza 3/12/2012 della corte internazionale di giustizia: la corte in tale caso ha negato l’immunità dello stato tedesco nell’azione di risarcimento danni proposta in relazione ai gravissimi crimini di guerra commessi dagli organi del reich tra il 1943 ed il 1945.
Alla stregua di tale “portentoso” intervento giurisprudenziale i tribunali italiani, facendone proprio in via di interpretazione normativa e costituzionalmente orientata, sono legittimati a non riconoscere l’immunità dello stato ritenuto responsabile ed a statuire sulle domande con le quali si chiedono di fare valere i diritti violati ed i risarcimenti connessi alle responsabilità dello stato “estero”.
Indico, infine, che dovranno essere rispettati altri essenziali paramenti, che caratterizzano la proposizione di un’azione del genere:
il rigore formale, la corretta e rituale notificazione, la dimostrazione incontestabile della legittimazione ad agire della persona fisica, della persona giuridica, ed anche dello stesso stato italiano, il soddisfacimento, appunto, del predetto “onus probandi”.

Ci sono ulteriori elementi da potere valorizzare?

Si! Esistono dossier contenenti prove sul comportamento illegittimo tenuto dalla Cina e mi riferisco volutamente alle già eseguite indagini, sviluppatesi attraverso lo studio dell’organizzazione britannica “henry jackson society” (hjs), che ha contabilizzato un danno possibile, per la gran bretagna pari a 350 miliardi di sterline e, quantomeno, per gli stati del g7 pari a 3200 miliardi di euro, comunque nell’importo corrispondente a tutte le misure economiche d’emergenza finora varate.
Ci sono, poi, alcune prestigiose testate giornalistiche straniere, che hanno contribuito ad approfondire tale argomento.
Da quanto ho finora letto è emerso che gli inglesi hanno già il predetto dossier, considerato “molto forte”, al quale si sta aggiungendo quello degli stati uniti e della francia: certamente se ad essi si affiancassero, come sembra che sia così, le relazioni di 007 di israele, della russia, dei paesi arabi, della russia e, perché no anche dell’italia, la documentazione relativa al presupposto incontestabile, oggettivo e conclamato della responsabilità della cina sarebbe a dir poco solido!
E’ ovvio che un’azione di tale genere debba imporre, la presenza dell’avvocatura e dell’associazionismo forense, del mondo universitario del settore giuridico uniti e compatti al raggiungimento dello scopo, perché presumo che gli effetti di una sentenza di accoglimento e di riconoscimento del risarcimento del danno patito e patendo sarebbero davvero “ importanti” per la cina, non solo per chi la ottiene.
In caso dell’auspicato ottenimento di una sentenza di condanna con il relativo importo come risarcimento del danno valgono i non pochi e seri problemi connessi all’esecuzione forzata sui beni e sui conti correnti intestati alla cina, che sono presenti in italia:
venendo meno, però, lo scudo dell’immunità tale problematica sarebbe risolta anche con l’aiuto dei poteri che le nuove prescrizioni specifiche in tema di esecuzioni forzata, contenute nel codice di procedura civile italiano, conferiscono agli ufficiali giudiziari.
Da ultimo un discorso a parte, ma essenziale, merita la “volontà politica” di appoggiare questa tipologia di azione: in America hanno proposto un disegno di legge “stop covid19” mirante a spianare la strada a potenziali contenziosi negli stati degli USA nei confronti della cina.
Sono certo che, una volta ottenuta la “benedizione” della politica, le strade anguste e pericolose del diritto risulteranno più facili da percorrere!
Azzardo davvero, ma con la coscienza e la volontà di agire in perfetta buona fede e per il bene di noi italiani, che si deve invitare il governo italiano a pensare ad un provvedimento normativo inattaccabile e costituzionalmente legittimo, che, insisto, aiuti definitivamente ed in modo “tranciante”, ad ottenere il risarcimento dei danni contro la cina (ed eventualmente contro l’o.m.s), ed aggiungo, che si deve invitare il governo italiano ad avere il coraggio sacrosanto di “rompere il ghiaccio” e di agire per primo davanti alla corte internazionale di giustizia contro la cina per avere posto in essere comportamenti ed azioni, che si configurano in modo obiettivo come peggiori dei crimini di guerra, come risulta, appunto, la pandemia mondiale da covid19: in onore e nel rispetto delle tante persone innocenti morte proprio a causa di questa dannata pandemia!
Chiudo esortando persone come lei ad avere il coraggio di pubblicizzare, se davvero arrivera’ ad essere ritenuta fondata, la possibilità di proporre ed ottenere questa azione di risarcimento danni, sulla base di un protocollo uniforme, e quantomeno sicuro, in modo tale che le lacrime di dolore versate abbiano concretamente un conforto postumo!

Valerio Scambelluri

 

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